Abbinamento colori pareti: 5 consigli di arredamento

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Nell’ambito di una ristrutturazione o un semplice restyling, la scelta dei colori da utilizzare per tinteggiare le pareti è fondamentale per creare ambienti accoglienti e confortevoli. A tale scopo, bisogna evitare alcuni errori piuttosto comuni, in maniera tale da individuare gli abbinamenti che meglio possono accordarsi ai singoli ambienti nonché allo stile di arredo prescelto. Di seguito, cinque consigli da tenere a mente quando ci si appresta a scegliere il colore (o i colori) da utilizzare per la tinteggiatura di uno o più ambienti domestici.

Non assecondare solo il proprio gusto personale

Scegliere i colori delle pareti solo in base alle preferenze soggettive è un errore piuttosto comune, dal quale scaturiscono spesso risultati tutt’altro che apprezzabili. La scelta delle tonalità da utilizzare in ogni ambiente della casa, infatti, rientra nel più ampio processo di interior design che consente di migliorare non solo l’aspetto estetico di una stanza, ma anche il comfort che essa può garantire. Accostamenti poco armoniosi o troppo monotoni, infatti, influiscono negativamente sull’umore e spesso non valorizzano gli spazi e gli arredi.

Creare abbinamenti con la ‘ruota dei colori’

I colori vengono convenzionalmente divisi in tre categorie principali: primari (rosso, blu e giallo), secondari (arancio, verde e viola) e terziari (sono sei, e si ricavano mescolando i primari con i secondari). L’insieme dei dodici colori formato da primari, secondari e terziari viene sintetizzato dalla ‘ruota dei colori’ (o “cerchio cromatico di Itten”), uno schema in base al quale è possibile creare svariati accostamenti cromatici.

Scegliendo un colore di riferimento e le relative variazioni si ottiene una palette monocromatica; effetto simile può essere ottenuto utilizzando colori analoghi, ossia adiacenti sul cerchio cromatico. Gli abbinamenti possono essere creati anche usando tonalità complementari o composte, ossia disposte specularmente sulla ruota. Per una palette più originale, infine, si possono scegliere tre tonalità ‘triadiche’, poste alla stessa distanza all’interno del cerchio dei colori.

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Scegliere colori e abbinamenti in base al tipo di ambiente

Non tutte le tonalità cromatiche possono essere utilizzate indistintamente per tinteggiare le pareti domestiche; la scelta dovrebbe essere calibrata sulla base delle caratteristiche dei singoli ambienti. In particolare, bisogna tenere conto della luminosità, dell’esposizione solare, dei colori degli elementi di arredo (se già presenti), della distribuzione degli spazi e delle dimensioni.

Per le camere da letto, ad esempio, vanno scelti colori rilassanti come il blu (nelle sfumature del celeste e carta da zucchero) o il verde salvia, ai quali si aggiungono il beige, il viola chiaro e il grigio tortora. In bagno, invece, prevalgono le tonalità chiare dell’azzurro benché negli ambienti in stile moderno siano spesso utilizzati anche colori quali il nero e il grigio, spesso bilanciati con superfici o arredi bianchi (o molto chiari).

Discorso diverso per la cucina e la zona living, in quanto lo stile dell’arredo impone scelte ben ponderate. Una cucina moderna o minimal va collocata in un contesto di colori tenui e tendenzialmente chiari (bianco, beige, grigio, sabbia), con la possibilità di personalizzare l’ambiente con contrasti cromatici mediante l’inserimento di elementi d’accento. Qualora lo stile prevalente sia invece di tipo rustico o country, è necessario optare per colori caldi o virare su una base neutra per un risultato più gradevole.

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La regola del “60-30-10”

Per ottenere un effetto complessivamente armonico ed equilibrato, si può far riferimento alla ‘regola’ del “60-30-10”, ovvero una distribuzione cromatica basata sulle seguenti percentuali:

  • 60% del colore principale o dominante, da utilizzare come elemento di raccordo; in genere è la tonalità utilizzata per le pareti, che rappresentano le superfici più ampie della maggior parte degli ambienti;
  • 30% del colore secondario, necessario per creare abbinamenti a contrasto tono su tono oppure abbinare colori complementari;
  • 10% del colore per elementi d’accento, da utilizzare per una sola parete o per un particolare elemento d’arredo (tendaggi, mobili, tappezzeria). In base alla palette cromatica scelta, il colore d’accento può essere tanto una tonalità neutra (bianco) quanto una più accesa (blu, giallo, arancio).

Il principio del “60-30-10” risponde anche alla cosiddetta “regola dei tre colori”, per la quale ad una tonalità di base va accostata una mediamente contrastante e, in misura minore, un colore di impatto.

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Valorizzare l’ambiente in base alle sue caratteristiche

Raramente gli ambienti domestici sono tutti uguali, specie in relazione alla loro conformazione. Ragion per cui, gli abbinamenti cromatici vanno calibrati in maniera tale da valorizzare gli spazi e sfruttare a pieno l’illuminazione, sia naturale sia artificiale.

Negli ambienti piccoli e poco luminosi, ad esempio, è bene prediligere tonalità chiare mentre in stanze ampie e ben illuminate si può optare per un pavimento scuro e tinteggiare le superfici verticali con tonalità più chiare e vivaci. Infine, per valorizzare una zona in particolare, l’ideale è creare un forte contrasto cromatico, tinteggiando una parete con una tonalità più accesa rispetto alle altre pareti.