#FaiConIMakers, Rulof tre idee regalo per Natale

In vista del Natale ormai alle porte, Rulof propone tre idee regalo semplici ed originali per gli amanti del fai da te: tre oggetti di stile realizzati in maniera semplice e veloce, riciclando mezzo sacco di malta impermeabilizzate, uno dei materiali forniti da Saint-Gobain Italia per la realizzazione di un intervento all’interno del laboratorio.

Preparazione del prodotto

Per preparare il prodotto che utilizzerà per le sue creazioni, Rulof versa circa 7 kg di malta in un secchio da muratore svasato, per poi aggiungere una quantità di acqua leggermente superiore a quella consigliata, così da ottenere un prodotto dalla texture più liquida. Mescola il composto con un trapano miscelatore, fin quando non raggiunge la consistenza ottimale.

Sfera porta candela

La prima delle tre idee regalo realizzate da Rulof è una sfera porta candela. Il procedimento seguito dal maker torinese è molto semplice:

  • Gonfia un palloncino fin quando non diventa un po’ più grande di un’arancia;
  • Immerge il palloncino nella malta, cercando di coprirne la superficie quasi completamente;
  • Lascia asciugare il primo stato e ripete il passaggio un paio di volte;
  • Quando la malta è completamente asciutta, buca il palloncino con un cutter; poi sbriciola i bordi per ottenere un look più originale;
  • Vernicia l’interno con uno spray color rame.

Supporto per il cellulare

Per il secondo oggetto regalo, Rulof segue un procedimento molto simile. Stavolta, però, utilizza un guanto di lattice al posto del palloncino: dopo aver inserito un rotolo di nastro adesivo nel polso del guanto, lo riempie con la malta impastata. Poi lo appoggia su un piano, in modo tale che la ‘mano’ si pieghi e assuma una forma adatta a sorreggere un cellulare. Lascia trascorrere 20 ore, affinché la malta si asciughi completamente; fatto ciò, rimuove il guanto con un cutter.

Vaso da fiori

La terza creazione di Rulof è un vaso; per realizzarlo, mette in pila sul bancone tre barattoli di vernice, sui quali appoggia un vecchio asciugamano. Fatto ciò, versa abbondante malta al centro della pila, poi sparge il resto sulle altre parti dell’asciugamano, spandendo il prodotto con le mani e dando una forma artistica ai lembi dell’asciugamano impregnato. Quando la malta è completamente asciutta, il vaso è pronto all’uso.

 

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Il prodotto Saint-Gobain utilizzato da Rulof

Per creare gli oggetti sopra descritti, Rulof ha impiego weberdry OSMO, una malta impermeabilizzante applicabile a mano o a macchina. Utilizzabile anche per le regolarizzazioni, è adatto a numerosi tipi di supporti, tra cui calcestruzzo e pietra, e presenta una granulometria piuttosto sottile.

Impermeabilizzazione terrazzo: gli interventi necessari

Una buona impermeabilizzazione è una prerogativa fondamentale per terrazzibalconi e altre strutture analoghe. Purtroppo, la costante esposizione alle intemperie, l’azione degli agenti atmosferici e l’usura possono compromettere in maniera significativa la tenuta dell’impermeabilizzazione, rendendo necessari interventi di ripristino. Di seguito, vediamo quali sono le soluzioni più adatte per il trattamento di superfici esterne, anche in presenza di un rivestimento ceramico. 

Impermeabilizzare il terrazzo: come procedere 

Per impermeabilizzare terrazzi e balconi che successivamente devono essere piastrellati, è consigliabile ricorrere ad un’apposita guaina liquida impermeabilizzante. Il processo di applicazione prevede anzitutto la rimozione di eventuali parti incoerenti o prossime al distacco; il supporto va poi pulito, per rimuovere polvere, efflorescenze e qualsiasi altro residuo che possa compromettere la perfetta adesione della guaina. Se necessario, bisogna effettuare il ripristino della planarità della superficie, colmando eventuali ammanchi con apposita malta cementizia. Fatto ciò è possibile procedere con idonea guaina liquida, prestando attenzione ai consigli di posa indicati in scheda tecnica e alla sua certificazione per l’utilizzo sotto-piastrella. 

Impermeabilizzazione del terrazzo con piastrelle 

A differenza di quanto si possa pensare, un intervento di impermeabilizzazione non richiede necessariamente la rimozione del rivestimento ceramico, soprattutto quando questo è considerato di alto valore estetico. È possibile, infatti, ripristinare la tenuta di balconi e terrazzi senza dover prima asportare le piastrelle. Rispetto al procedimento illustrato in precedenza, in tal caso si rende necessario l’impiego di membrane impermeabilizzanti trasparenti, in maniera tale da non occultare il rivestimento. La corretta tecnica di esecuzione di questo intervento prevede i seguenti passaggi:  

  • Assicurarsi che non vi siano parti incoerenti o prossime al distacco (in tal caso, va implementato un intervento di ripristino); 
  • Pulire il pavimento per eliminare qualsiasi traccia di polvere, detriti o residui di altro genere; 
  • Applicare uno strato di primer di preparazione su tutta la superficie; 
  • Dopo aver lasciato asciugare il primer per una o due ore, con il fondo ancora appiccicoso, versare la membrana liquida poliuretanica trasparente e stenderla con un rullo di spugna o una spatola metallica; 
  • Trascorse almeno 12 ore, versare un secondo strato di prodotto, rispettando le indicazioni del produttore. 

I prodotti Saint-Gobain da utilizzare  

Gli interventi di impermeabilizzazione di balconi e terrazzi possono essere implementati grazie ad alcuni prodotti specifici di Saint-Gobain Italia. Le malte della gamma webertec possono essere utilizzate per eventuali operazioni di ripristino delle superfici. I trattamenti di impermeabilizzazione, invece, possono essere implementati con la guaina elasto-cementizia monocomponente weberdry elasto1 top oppure utilizzando weberdry pronto 24, una guaina liquida adatta anche all’incapsulamento dell’amianto. La prima va diluita con il 21-24% di acqua se applicata con la spatola mentre se si adoperano il rullo o il pennello, la percentuale di diluizione è del 27-30%.  

Le reti in fibra di vetro alcali resistenti webertherm RE145 o webertherm RE160 rappresentano invece la soluzione ideale per il rinforzo dello strato di guaina impermeabilizzante (per interventi su superfici non rivestite); in alternativa, è possibile optare per weberdry TNT tessuto in polipropilene macroforato, ideale per armare le guaine elasto-cementizie.  

Il trattamento di giunzioni e punti particolari, invece, va eseguito con weberdry ELASTO band, speciali bande elastiche in gomma e tessuto di polipropilene. 

L’impermeabilizzazione di un terrazzo pavimentato richiede il ricorso ai seguenti prodotti:  

  • weberprim PUR tile, primer monocomponente trasparente ideale per la preparazione di supporti non assorbenti come vetro e ceramica; 
  • weberdry PUR trans, una membrana poliuretanica trasparente e resistente ai raggi UV; ideale per impermeabilizzazioni di lunga durata; 
  • weberdry PUR finish, è un rivestimento poliuretanico opacizzante per trattamenti di finitura. 

 

#FaiConIMakers, Seby Torrisi realizza una scenografia natalizia in cartongesso

In vista delle festività natalizie, Seby Torrisi realizza un albero di Natale stilizzato da collocare in una vetrina per l’allestimento di una scenografia a tema. Così come accaduto per i progetti precedenti, il maker siciliano utilizzerà i materiali forniti da Saint-Gobain Italia. 

La costruzione della chioma 

Per ritagliare le due parti che formeranno la chioma dell’abete, Seby Torrisi utilizza una lastra di cartongesso Gyproc Habito® Forte, un prodotto caratterizzato da un elevato grado di durezza e compattezza. Ciò nonostante, il pannello risulta molto facile da lavorare: bastano un cutter o una sega manuale per eseguire tagli rapidi e precisi. 

Seby, dopo aver tracciato il profilo aghiforme della chioma dell’abete, procede a sagomare il pannello di cartongesso, utilizzando un seghetto alternativo per i tagli più estesi e una sega manuale per quelli più corti. Ricavate le due metà dell’albero, regolarizza i bordi utilizzando della carta abrasiva, prima di tracciare gli incastri mediante i quali l’albero verrà assemblato e collocato su una base quadrata. Per eseguire questa operazione, Seby utilizza un rifilatore. 

La realizzazione della base e il passaggio delle luci 

Per fabbricare la base di appoggio dell’albero, Seby crea un’intelaiatura di forma quadrata, servendosi dei profili zincati a C normalmente utilizzati per allestire le pareti a secco in gesso rivestito. Dopo averli sagomati con una cesoia, li assembla tra loro mediante apposite viti filettate, per poi rivestirli da entrambi i lati con un pannello di cartongesso quadrato. Rispetto all’intelaiatura, i pannelli sono più larghi, così da lasciare un margine sporgente su ogni lato, anche dopo il tamponamento con altre strisce di lastre di cartongesso. L’effetto finale è quello di una doppia modanatura che corre lungo i due bordi della base. Servendosi di un seghetto alternativo, Seby ricava sulla faccia superiore del supporto due incavi perpendicolari, necessari a montare a incastro le due metà dell’albero. Queste ultime, grazie alla capacità autoportante delle lastre, si installano facilmente, grazie al semplice incollaggio dei punti di giunzione.  

Stuccate le teste delle viti e le giunture tra le superfici, Seby si dedica all’installazione dei punti luce che fungeranno da decorazione per l’albero. Realizza i fori per gli alloggiamenti per i dispositivi luminosi a LED, dei segnapasso con alimentatore dedicato. Dopo aver rasato i punti stuccati, il maker siciliano rifinisce l’albero con un’idropittura di colore bianco. 

I prodotti Saint-Gobain utilizzati 

La costruzione dell’albero in cartongesso ha richiesto, da parte di Seby, l’impiego dei seguenti prodotti Saint-Gobain: 

  • Gyproc Gyprofile, profili a C anticorrosivi, dielettrici, ecologici e antifingerprint (ossia fornisce una barriera al contatto cutaneo ed all’inalazione degli ossidi), specifici per l’allestimento di sistemi a secco in cartongesso; 
  • Gyproc Habito® Forte, una lastra in gesso rivestito fibrato spessa 12,5 mm, caratterizzata da elevata resistenza meccanica e un nucleo il cui gesso è additivato con fibre di vetro. 

#FaiConIMakers, Rulof inizia la pavimentazione dell’infernotto

Pavimentazione infernotto

Completata la rimozione della maggior parte dei detriti presenti, Rulof può finalmente procedere alla realizzazione della pavimentazione di una delle gallerie dell’infernotto che si trova al di sotto del proprio laboratorio a Torino. Il maker torinese realizzerà gli interventi necessari grazie al supporto di Saint-Gobain Italia, che fornirà i materiali necessari per la posa del massetto. 

Prima parte: preparazione del supporto 

Il progetto di Rulof prevede la costruzione di un pavimento su più livelli, mediante la realizzazione di una serie di gradoni, con il più alto che occuperà il fondo della galleria dell’infernotto. Per preparare il supporto, costituito da uno strato di detriti piuttosto compatto, Rulof esegue i seguenti passaggi: 

  • Scava una canalina nel suolo (perpendicolare alle pareti dell’infernotto), servendosi di una zappa triangolare, in cui collocherà dei pannelli di contenimento in legno; 
  • Regolarizza la superficie di fondo, spostando i detriti con un rastrello; 
  • Posa un tubo di areazione – che verrà poi inglobato nel massetto – creando un alloggiamento direttamente nel suolo e coprendolo con i detriti; 
  • Isola il suolo dal massetto collocando un telo di plastica per impedire la risalita dell’umidità; 
  • Verifica che la superficie di supporto sia in bolla; per fare ciò utilizza delle barre di ferro fissate (con una manciata di cemento) su dei mattoni, che fungeranno poi da guide per la regolarizzazione del massetto in fase di posa. Colma il dislivello, individuato con questo sistema, spostando i detriti dal lato con il dislivello più pronunciato. 

Nel frattempo, Rulof riceve la consegna del materiale fornito da Saint-Gobain: nove tonnellate e mezzo di massetto. Per trasferire tutti i sacchi giù nell’infernotto, realizza un ingegnoso sistema di scivoli che consente di trasportarli comodamente direttamente dalla strada.  

Seconda parte: posa del massetto 

Dopo aver completato gli interventi di preparazione, Rulof può dedicarsi alla posa del massetto. Prima, però, inserisce delle reti zincate, per rinforzare il massetto; le appoggia su dei mattoni, così che si trovino all’incirca a metà dell’altezza del massetto. 

Fatto ciò, impasta il prodotto nella betoniera, versandolo poi sulla superficie da ricoprire. Una volta ricoperto tutto lo spazio all’interno dei pannelli di contenimento, Rulof regolarizza la superficie servendosi di una lunga staggia di alluminio. Trascorse dodici ore, il tempo necessario a far sì che il massetto sia asciutto e calpestabile, il maker torinese può rimuovere i pannelli di contenimento. 

I prodotti Saint-Gobain utilizzati 

Per realizzare il massetto dell’infernotto, Rulof ha utilizzato weberplan MR81, un massetto pronto ad essiccazione medio-rapida adatto a qualsiasi rivestimento ceramico; calpestabile dopo dodici ore, può essere lavorato anche con pompa a pressione; il prodotto è adatto sia all’uso interno che esterno ed è indicato per la realizzazione di massetti ancorati, desolidarizzati o galleggianti. 

Finto Caminetto in cartongesso: come realizzarlo

Caminetto in cartongesso

Nonostante il ricorso sempre più frequente a termosifoni e altri sistemi più moderni e sofisticati, il camino conserva un posto di assoluto rilievo tra le soluzioni per il riscaldamento domestico. Abbinando funzionalità ed estetica, il camino è in grado di adattarsi a qualsiasi ambiente e stile di arredo, in quanto non si addice soltanto a locali in stile rustico o provenzale, ma trova posto anche in contesti caratterizzati da arredi moderni, industriali o minimal. Ciò si deve alla capacità del camino di rendere l’ambiente più confortevole e rilassante, creando un’atmosfera calda ed accogliente. Anche per questo, di recente si sono imposte soluzioni alternative, ossia camini ‘senza fuoco’, alimentati da sistemi elettrici o a bioetanolo. Si tratta di sistemi più versatili e pratici rispetto alle classiche strutture in muratura, realizzabili con sistemi in cartongesso: in questo articolo, vediamo come fare.

Progettare il camino in cartongesso

Il primo passo per la realizzazione di un camino in cartongesso consiste nella stesura di un progetto di massima. In altre parole, è necessario scegliere il modello; le due principali opzioni di installazione sono ad appoggio o a incasso. Nel primo caso, il camino è sporgente rispetto alla parete e collocato su di un pianale orizzontale; nel secondo, invece, è inglobato a raso in una struttura tridimensionale (per questo, si definisce anche “camino a colonna”). Gli altri elementi da tenere in considerazione in fase di progettazione sono il budget, il potere riscaldante – espresso in metri quadri – e il tipo di fiamma, nonché il colore.

Cosa occorre: utensili e materiali

I materiali necessari alla realizzazione di un camino in cartongesso sono: lastre di gesso rivestito (resistenti al fuoco), profili metallici a ‘U’, viti filettate per cartongesso, tasselli ad espansione, nastro biadesivo in polietilene espanso, listelli in legno, stucco e nastri di rinforzo per sistemi in cartongesso.

Per eseguire gli interventi costruttivi, è necessario dotarsi di cutter per il cartongesso, forbici e cesoie (per i laminati), un avvitatore elettrico, un metro, una livella, una matita, una spatola e un frattazzo.

Come allestire la struttura e realizzare il tamponamento

La prima parte del processo di realizzazione di un caminetto in cartongesso prevede l’allestimento dell’intelaiatura metallica di supporto. A tale scopo, bisogna procedere come segue:

  • Segnare il perimetro della struttura, effettuando le misurazioni con il metro;
  • Sagomare i profili metallici, servendosi di forbici o cesoie, in base alle misurazioni effettuate;
  • Applicare il nastro biadesivo alle guide metalliche, per poi fissarle al pavimento, alle pareti e – eventualmente – al soffitto;
  • Vincolare i profili metallici utilizzando i tasselli ad espansione;
  • Inserire i profili metallici tra i montanti della struttura, fissandoli con apposite viti filettate;
  • Rinforzare la struttura in corrispondenza dell’alloggiamento per il camino, inserendo listelli in legno tagliati su misura.

Completata l’intelaiatura, è possibile passare alla posa del cartongesso; il ciclo esecutivo è il seguente:

  • Sagomare le lastre di cartongesso in base al layout del camino e della struttura di alloggiamento;
  • Vincolare i pannelli sagomati alla struttura metallica, utilizzando apposite viti per cartongesso;
  • Stuccare le teste delle viti e i punti di giunzione, rinforzandoli con un nastro in carta microforata o in feltro di vetro per il trattamento dei giunti; contestualmente, inglobare i paraspigoli in acciaio sulle pareti esterne;
  • Tinteggiare i pannelli con idropittura per interni dopo aver trattato le superfici con apposito primer di preparazione.

I prodotti Saint-Gobain da utilizzare

Gli interventi sopra descritti possono essere implementati utilizzando i materiali Saint-Gobain. Per la realizzazione del telaio, è consigliabile impiegare Gyproc Gyprofile, profili metallici a U anticorrosivi, dielettrici, ecologici e antifingerprint, ideali per l’allestimento di sistemi a secco in combinazione con il nastro biadesivo Gyproc in schiuma di polietilene.

Per il rivestimento della struttura, è necessario impiegare una lastra di cartongesso resistente al fuoco e alle temperature elevate; a tale scopo, è possibile scegliere tra diversi prodotti:

  • Gyrpoc Fireline, lastra di tipo F ad alta resistenza al fuoco caratterizzata dal nucleo di gesso additivato con fibre di vetro e virmiculite;
  • Gyproc Habito® Forte, pannelli in gesso fibrato dall’elevata durezza superficiale che offre elevata resistenza meccanica e al fuoco;
  • Gyproc Duragyp Activ’Air®, lastre in gesso rivestito di tipo D, additivato con fibre di vetro e fibre di legno, dalla elevata resistenza meccanica e al fuoco, nonché a ridotto assorbimento di acqua e scarsamente permeabile al vapore.

La stuccatura e il rinforzo dei giunti vanno eseguiti utilizzando lo stucco Gyproc Evoplus 60, in combinazione con Marco® Spark-Perf® (nastro in carta microforata) o un prodotto simile, come il nastro in feltro di vetro o in fibra di vetro. Per la protezione degli spigoli è possibile utilizzare i paraspigoli Gyproc da 30 mm.