Intonaci a base gesso per l’interno: il comfort è naturale

In ambito edilizio, l’intonaco costituisce il rivestimento delle pareti in muratura nei sistemi costruttivi tradizionali, assolvendo una funzione protettiva ma anche estetica.  

Gli intonaci edilizi 

Esistono diversi tipi di intonaco; quelli in polvere sono classificabili in base al legante impiegato per conferire alle particelle solide la consistenza di una massa coerente. Le più comuni sono: 

  • la calce; negli intonaci viene adoperata sia la calce aerea (detta anche “calce viva”), ossia l’ossido di calcio ottenuto dalla cottura delle rocce carbonatiche, sia la calce spenta (ottenuta per mezzo dell’idratazione della calce viva). In alternativa, si utilizza la calce idraulica, ricavata dalla cottura e successiva idratazione di calcari argillosi; 
  • il cemento, derivato dalla cottura di rocce calcaree, marna e argilla; 
  • il gesso, ovvero il solfato di calcio ottenuto, tramite macinazione e cottura, dalla pietra di gesso. 

Scegliere l’intonaco per interni 

La scelta dell’intonaco per le pareti interne incide in maniera significativa sul comfort domestico e, in particolare, sulla qualità dell’aria; ragion per cui, è consigliabile optare per un rivestimento ecocompatibile che migliori il benessere abitativo. In tal senso, gli intonaci a base di gesso rappresentano la scelta ottimale, per via delle loro caratteristiche materiali e prestazionali. 

Caratteristiche e vantaggi dell’intonaco a base di gesso 

L’intonaco a base di gesso si caratterizza anzitutto per la spiccata rapidità e flessibilità di utilizzo; in aggiunta, si tratta di un prodotto economico, affidabile e durevole. È indicato principalmente per le applicazioni da interno, in quanto garantisce una serie di notevoli vantaggi tecnici, materiali e prestazionali: 

 

Caratteristiche e vantaggi dell’intonaco a base di gesso 

L’intonaco a base di gesso si caratterizza anzitutto per la spiccata rapidità e flessibilità di utilizzo; in aggiunta, si tratta di un prodotto economico, affidabile e durevole. È indicato principalmente per le applicazioni da interno, in quanto garantisce una serie di notevoli vantaggi tecnici, materiali e prestazionali: 

  • Naturalità: il legante presente in questo tipo di intonaco è una sostanza completamente naturale; 
  • Sostenibilità: la lavorazione della pietra di gesso ha un ridotto impatto ambientale, poiché richiede meno energia rispetto a quella necessaria per ottenere altri leganti per intonaco; 
  • Traspirabilità: il gesso è dotato di una particolare microstruttura che rende l’intonaco traspirante, contribuendo a migliorare la salubrità degli ambienti domestici interni; 
  • Regolazione dell’umidità: grazie ad un ottimo comportamento igroscopico, il gesso assorbe l’umidità in eccesso presente nell’aria per poi cederla quando il tasso di umidità si riduce eccessivamente; 
  • Adatto agli ambienti umidi: l’intonaco a base di gesso è indicato anche per ambienti umidi quali bagno e cucina, per via della notevole capacità igroscopica; 
  • l’intonaco a base di gesso è particolarmente indicato per ambienti umidi quali bagno e cucina, per via della notevole capacità igroscopica; 
  • Comfort tattile: gli intonaci a base di gesso arricchiti con perlite espansa offrono una sensazione tattile simile a quella offerta dai rivestimenti in legno. 

Posa dell’intonaco: ciclo applicativo 

La posa di un intonaco a base di gesso in ambienti domestici interni prevede quattro fasi d’intervento: 

  • Pulizia e preparazione del supporto mediante la rimozione delle parti fragili e incoerenti, servendosi di uno scalpello e un martello e avendo cura di non danneggiare la muratura sottostante; 
  • Stesura dell’intonaco. Dopo aver posizionato i paraspigoli e le fasce di riferimento, il prodotto va impastato seguendo le indicazioni riportate nella scheda tecnica. Dopo circa due ore dall’applicazione, l’intonaco deve essere lamato per eliminare la pellicola superficiale ed eventuali irregolarità di sottofondo; 
  • Rasatura. Sul supporto completamente asciutto va eseguita la rasatura dell’intonaco, applicando uno strato di rasante a base di gesso fino ad ottenere una superficie omogenea e regolare; 
  • Finitura. Completata la rasatura, la parete va trattata con un apposito prodotto di finitura, a seconda del risultato che si vuole ottenere. 

All’interno del catalogo multimarca di Saint-Gobain è possibile reperire tutti i prodotti necessari alla realizzazione di un intonaco a base di gesso ad elevate prestazioni e con finiture di pregio. In particolare, si consiglia di utilizzare: 

  • Gyproc Monocote Light: formulazione per uso interno a base di gesso, Anidrene, perlite espansa e additivi specifici, indicata per la posa di intonaci monostrato. In alternativa, si può impiegare Gyproc Surmix, indicato per intonaci leggeri bistrato; 
  • Gyproc Into Alfa: intonaco premiscelato ad applicazione meccanica a base di gesso, inerte calcareo e Anidrene Alfa, specifico per intonaci monostrato o bistrato per finiture di tipo ‘civile’; 
  • Gyproc Rasocote 5 plus Activ’Air®: intonaco per uso interno, premiscelato a base di gesso emidrato con tecnologia Activ’Air®; 
  • Gyproc Rasocote 9: rasante per uso interno ideale per realizzare una finitura bianca liscia su intonaci premiscelati grezzi a base gesso emidrato; 
  • Weberdeko: gamma di idropitture per interni a marchio weber. 

Cartongesso: 4 soluzioni per la cucina

La cucina è l’ambiente domestico più utilizzato per l’accoglienza degli ospiti e i momenti di convivialità, oltre ad essere vissuto quotidianamente durante la preparazione e il consumo dei pasti. Di conseguenza, è bene che gli spazi vengano organizzati in maniera pratica e funzionale, adottando soluzioni moderne ed originali. A tal proposito, i sistemi in gesso rivestito rappresentano un’opzione ottimale, in quanto si tratta di un materiale versatile e di facile utilizzo, che consente di realizzare soluzioni di vario tipo, in base a specifiche esigenze nonché al gusto personale.

Interventi in cartongesso per la cucina

Il cartongesso, grazie alla facilità di posa ed alle ampie possibilità di finitura con tecniche diverse, è il materiale più adatto al restyling della cucina mediante la realizzazione di sistemi a secco; di seguito, ecco quattro interventi pratici e funzionali:

  • Controsoffitto in gesso rivestito con illuminazione integrata. Una soluzione di questo tipo può contribuire a migliorare la diffusione della luce all’interno dell’ambiente, adattandosi alle esigenze tecniche ed alle preferenze di carattere estetico. Integrando nella struttura a secco un sistema di illuminazione a LED è possibile, inoltre, migliorare l’efficienza energetica della cucina, riducendo i consumi rispetto alle lampade tradizionali. Grazie all’elevata flessibilità di utilizzo del gesso rivestito, il sistema può estendersi sull’intera superficie del soffitto o interessare solo una parte della cucina come, ad esempio, il piano cottura o un’isola.

  • Nicchie in gesso rivestito. Rappresentano una valida opzione per creare soluzioni di design pratiche e funzionali, da modulare in base alle proprie necessità ed allo spazio disponibile. Inoltre, sono un’ottima alternativa agli arredi mobili ed all’installazione di mensole e pensili. Le nicchie in gesso rivestito possono essere utili per riporre bottiglie, stoviglie, pentolame ed elettrodomestici.

  • Cucina a incasso. Negli open space è consigliabile implementare una suddivisione funzionale degli spazi; in particolare, è bene separare la cucina dal resto dell’ambiente. A tale scopo, è possibile realizzare un sistema a secco, composto da elementi strutturali in cartongesso all’interno dei quali incassare i grandi elettrodomestici, il piano cottura e inserire mensole, nicchie, una cappa o un controsoffitto con illuminazione integrata.

  • Cappa integrata o a incasso. Una struttura in gesso rivestito consente di incassare anche la cappa della cucina per l’aspirazione dei fumi di cottura, assieme alla canalizzazione necessaria per convogliarli all’esterno della cucina. In aggiunta, è possibile realizzare un sistema a secco anche per coprire la cappa esistente nell’ambito di un restyling dell’intero ambiente. In entrambi i casi, la struttura in gesso rivestito deve essere progettata e realizzata in relazione alle dimensioni della cappa e degli elementi di canalizzazione.

La progettazione

Ciascuno degli interventi sopra descritti va anzitutto progettato in maniera accurata e meticolosa, per individuare le varie fasi di intervento e disporre di tutti gli utensili e materiali necessari. Poiché si tratta di lavori contraddistinti da un certo grado di complessità, è consigliabile affidarsi a tecnici ed installatori specializzati, in special modo se il sistema a secco implica l’integrazione con un impianto domestico.

Utensili e materiali occorrenti

La realizzazione di un sistema a secco in gesso rivestito richiede l’impiego dei seguenti materiali:

  • Profili metallici a ‘U’ e a ‘C’;
  • Lastre in gesso rivestito;
  • Tasselli ad espansione;
  • Viti filettate per lastre a base gesso;
  • Nastro mono o biadesivo in polietilene;
  • Stucco a base gesso;
  • Nastro di rinforzo per il trattamento dei giunti;
  • Paraspigoli in acciaio o PVC.

Per quanto riguarda gli utensili, occorre avere a disposizione: matita, metro, livella, cesoie per laminati (o una mola da taglio), cutter per cartongesso, trapano avvitatore, carta vetrata, spatola e frattone.

Realizzazione del sistema a secco

Fatta eccezione per la controsoffittatura, che richiede un ciclo di intervento specifico, la realizzazione di un sistema in cartongesso avviene mediante i seguenti passaggi:

  • Sagomare i profili metallici a U in base alle esigenze progettuali;
  • Applicare il nastro mono o biadesivo in polietilene sul retro dei profili e fissarli al supporto (parete o pavimento);
  • Vincolare i profili metallici a U, mediante tasselli ad espansione;
  • Sagomare su misura le lastre in gesso rivestito, a seconda delle superfici da tamponare;
  • Avvitare le lastre ottenute alla struttura adoperando specifiche viti e un trapano avvitatore;
  • Stuccare le teste delle viti;
  • Trattare i punti di giunzione tra i pannelli con stucco a base gesso e carta microforata;
  • Rinforzare gli spigoli affogando un paraspigolo in acciaio o PVC nello stucco.

 

I materiali Saint-Gobain da utilizzare

Nel catalogo di Saint-Gobain sono inclusi tutti i materiali da utilizzare per realizzare un qualsiasi sistema in cartongesso per la cucina:

  • Gyproc Gyprofile, profili laminati a ‘U’, anticorrosivi, dielettrici e antifingerprint, ideali per l’allestimento per strutture di supporto ai sistemi in cartongesso;
  • Nastro mono o biadesivo Gyproc, una guarnizione in polietilene espanso a cellule chiuse;
  • Pannelli di cartongesso a marchio Gyproc. Per le applicazioni in cucina, in particolare, è possibile utilizzare lastre standard Gyproc Wallboard dotate di un nucleo in gesso emidrato reidratato. In alternativa, si consigliano le lastre a ridotto assorbimento di umidità Gyproc Hydro, le lastre Gyproc Habito® Forte per un’elevata resistenza meccanica e alta attrezzabilità, oppure

Gyproc DuraGyp Activ’Air®, caratterizzate da un nucleo additivato con fibre di vetro e di legno;

#FaiConIMakers, Giuseppe Conte monta due mensole angolari in cartongesso

Nuovo progetto ‘casalingo’ di fai da te per Giuseppe Conte di Makers at Work, che realizza una coppia di mensole angolari in cartongesso per la cucina di casa. Come già accaduto in precedenza, Saint-Gobain ha fornito assistenza tecnica e materiale, mettendo a disposizione del maker abruzzese tutti i prodotti necessari alla realizzazione dell’opera.

L’allestimento della struttura

Dopo aver segnato il perimetro delle due scaffalature usando del nastro adesivo, Giuseppe Conte procede al taglio dei profili metallici (per evitare che le mensole abbiano uno spessore eccessivo, opta per i profili destinati in genere alla realizzazione dei controsoffitti in cartongesso). Fatto ciò, realizza la struttura portante eseguendo i seguenti passaggi:

  • Vincola le guide a U alle pareti mediante tasselli a percussione;
  • Ritaglia i montanti per ottenere i profili interni alle mensole (lunghezza: 22 cm);
  • Fissa i montanti interni alle guide tramite viti autofilettanti punta trapano;
  • Ritaglia pannelli di cartongesso su misura da una lastra più grande, servendosi di un cutter;
  • Ricopre con il cartongesso la parte superiore del ripiano posto più in basso servendosi di apposite viti autofilettanti;
  • Tampona la faccia inferiore della mensola posta più in alto;
  • Fissa una guida a U verticale di supporto tra le due mensole, in coincidenza del lato più esterno;
  • Ritaglia un pannello di cartongesso di dimensioni tali da tamponare l’intercapedine tra le due mensole;
  • Fissa il pannello al montante verticale ed ai supporti orizzontali con viti per cartongesso;
  • Ripete la medesima operazione dall’altro capo delle mensole; stavolta, però, il profilo è più alto della mensola superiore;
  • Crea una struttura a sostegno dei pannelli verticali utilizzando dei montanti ricavati dai laminati metallici;
  • Ritaglia su misura i pannelli di cartongesso necessari a tamponare la parte inferiore della mensola posta più in basso;
  • Vincola i pannelli ritagliati alla struttura metallica che sostiene la mensola;
  • Riveste con listelli di cartongesso anche le facce a vista dei profili metallici.

Stuccatura e finitura

Ultimate le operazioni per l’allestimento della struttura delle mensole, Giuseppe Conte si occupa delle rifiniture. Il procedimento ricalca quello comunemente utilizzato su sistemi a secco di maggiore estensione:

  • Inserisce i paraspigoli autoadesivi, dopo averli opportunamente sagomati;
  • Stucca le teste delle viti, i punti di giunzione tra le parti in cartongesso e i paraspigoli;
  • Carteggia le imperfezioni della prima stuccatura prima di eseguire una seconda stuccatura;
  • Completa la regolarizzazione delle superfici con una terza mano, più leggera, di stucco;
  • Lasciato asciugare lo stucco, tratta le superfici con un primer di preparazione per cartongesso;
  • Sigilla le giunzioni tra le mensole e le pareti in muratura con del silicone verniciabile;
  • Rifinisce le mensole con una mano di idropittura traspirante e coprente.

I materiali Saint-Gobain utilizzati

Nella realizzazione delle mensole angolari per la propria cucina, Giuseppe Conte ha attinto al catalogo multimarca di Saint-Gobain utilizzando, in particolare, i seguenti materiali:

  • Gyproc Gyprofile, profili metallici dielettrici, anticorrosivi e antifingerprint specifici per la realizzazione di sistemi in cartongesso;
  • Gyproc Habito Activ’Air®, lastre con nucleo di gesso rinforzato da fibre di vetro, adatte soprattutto ad utilizzi in ambito residenziale. La tecnologia Activ’Air® fa sì che i pannelli assorbano e neutralizzino il 70% della formaldeide presente negli ambienti domestici di destinazione;
  • Gyproc Aquabead, paraspigolo autoadesivo; è formato da un’anima di PVC rivestita di carta microforata. L’adesivo che ricopre la superficie si attiva a contatto con l’acqua, rendendo l’applicazione estremamente rapida;
  • Gyproc EvoPlus 60, stucco in polvere per cartongesso arricchito da additivi specifici, caratterizzato da elevata lavorabilità;
  • Gyproc LY13, viti autofilettanti testa piatta punta trapano, per il vincolo delle strutture metalliche
  • Gyproc Punta Chiodo, viti autofilettanti per il vincolo delle lastre alle strutture metalliche
  • weberprim RA13, primer di preparazione a base acqua;
  • weberpaint mistral, idropittura lavabile, traspirante e coprente per uso interno.