Un team del Politecnico di Milano vince la fase nazionale del “Multi Comfort Student Contest” Saint-Gobain

student contest

La fase nazionale della sedicesima edizione del “Multi Comfort Student Contest”, il concorso organizzato ogni anno dal Gruppo Saint-Gobain e rivolto agli studenti di Architettura e Ingegneria Edile delle più prestigiose Università di tutto il mondo, ha visto vincere il progetto presentato da due studentesse del Politecnico di MilanoNatalia Pemper Prodanov e Cecilia Chiara Cainarca. Al secondo e al terzo posto, rispettivamente, un gruppo di lavoro proveniente, anch’esso, dal Politecnico di Milano e un altro dell’Università degli Studi Federico II di Napoli.

La presentazione dei 17 progetti in gara e la premiazione finale sono avvenute in modalità online nella giornata di lunedì 14 dicembre 2020.

Nato con l’obiettivo di diffondere i principi della cultura Multi Comfort, ossia efficienza energetica, sostenibilità, comfort e benessere, il “Multi Comfort Student Contest” si articola in due fasi: una fase nazionale, organizzata in ogni Paese che partecipa al concorso, e una fase internazionale, che si svolge ogni anno in un Paese diverso, alla quale accedono i vincitori di ciascuna fase nazionale.

Alla scorsa edizione, svoltasi nel 2019, avevano partecipato oltre 900 team, per un totale di 2200 studenti da 199 Università di 35 Paesi. La finale, inoltre, si era tenuta proprio in Italia, a Milano, con la partecipazione di 60 team finalisti.

Il progetto primo classificato, intitolato Parisian atmosphere”, rappresenterà dunque l’Italia all’evento finale di quest’edizione, che si terrà a Parigi dal 9 al 12 giugno 2021 e decreterà i vincitori assoluti del contest.

Il task di quest’edizione è, infatti, la riqualificazione di un’area del quartiere Saint-Denis, nella periferia nord di Parigi, che deve essere trasformata in una zona attrattiva, con uno o più complessi residenziali, scolastici e ricreativi. Il tutto in un’ottica di sostenibilità ed elevata efficienza energetica, in linea con i principi del programma Multi Comfort Saint-Gobain, nel rispetto delle caratteristiche originarie del luogo e in considerazione delle esigenze dei suoi abitanti.

La giuria che ha valutato i progetti degli studenti italiani era composta dall’Architetto Adolfo Suarez – Partner e Director di L22 Retail e Co-director L22 Living-, dall’Ingegnere Elena Stoppioni – Presidente di Save The Planet ONLUSS- e dall’Architetto Erika Morbelli – Consigliere presso l’Ordine Architetti della Provincia di Torino e Responsabile della Fondazione dell’Architettura della Provincia di Torino. Facevano parte della commissione anche due giurati interni Saint-Gobain, ovvero Sergio Palumbo – Technical Training Manager di Saint-Gobain Italia, e Dario Cassani – Product Manager Malte, Intonaci e Rasanti di Saint-Gobain Italia, nonché secondo classificato per due anni consecutivi nelle passate edizioni del Multi Comfort Student Contest.

La motivazione che ha convinto i giurati a scegliere come miglior progetto “Parisian Atmosphere” di Natalia Pemper Prodanov e Cecilia Chiara Cainarca risiede soprattutto “nell’appropriatezza e nella coerenza del progetto nel contesto cittadino, che viene trattato con eleganza e rispetto. La sostenibilità è stata ricercata in termini di socialità, ambiente ed economia, e, altrettanto importanti, sono risultati l’approccio e l’analisi multiscalare dell’area del quartiere Saint-Denis di Parigi, non solo nell’ambito puramente urbanistico ma anche del panorama normativo.”

Come ottimizzare il tasso di umidità in casa tua

umidità in casa

La qualità dell’aria è uno degli aspetti di cui tenere più conto in merito alla salute degli ambienti domestici e lavorativi. Tra i vari fattori che possono influenzarne lo stato c’è sicuramente il tasso di umidità rilevato in casa, di difficile gestione soprattutto in alcuni mesi dell’anno.

Il livello dell’umidità in casa può essere soggetto a diversi fenomeni che impattano in maniera negativa o negativamente sulla nostra salute, tra cui: l’umidità da condensa, l’umidità di risalita, l’umidità da infiltrazioni.

Per preservare lo stato di salute del nostro corpo è necessario che quest’ultimo non sia esposto né a temperature troppo calde né a temperature troppo fredde.

Ci si chiede allora quale debba essere lo stato di umidità ideale, consigliabile, da rilevare e preservare per la propria abitazione.

Tasso di umidità elevato in casa: le conseguenze sulla salute

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha rilasciato un rapporto sulla qualità degli ambienti domestici, analizzandone le principali cause che determinano problemi e rischi per la salute.

Particolare attenzione è stata ovviamente dedicata al corretto tasso di umidità in casa. Batteri e funghi, in particolar modo le muffe, proliferano soprattutto quando in casa è presente un livello di umidità elevato.

Le conseguenze negative sul nostro stato di salute si riflettono soprattutto sul nostro sistema respiratorio, provocando svariati problemi: dalle allergie all’asma.  La presenza di agenti biologici inquinanti all’interno di un’abitazione è spesso ricollegabile ad una ventilazione degli ambienti inadeguata.  L’eccesso di umidità alimenta la proliferazione dei funghi e dei batteri, che rilasciano cellule e composti organici che comportano un peggioramento della qualità complessiva dell’aria.

umidità in casa

Tasso di umidità ideale da avere in casa

Il tasso di umidità rilevato in casa è in strettissima correlazione con le temperature percepite. A temperature più elevate, teoricamente, dovrebbe corrispondere una percentuale di umidità più bassa.

Il rapporto diffuso dall’OMS sulla qualità degli ambienti domestici fornisce una tabella che ci aiuta a individuare il tasso di umidità ideale da tenere in casa a seconda delle temperature rilevate:

  • in presenza di una temperatura pari a 18°C, l’umidità ideale dovrebbe rientrare in un range tra il 60 ed il 70%
  • a 19°C di temperatura, l’umidità ideale dovrebbe essere compresa tra il 50 e il 70%
  • con 20°C di temperatura, l’umidità ideale dovrebbe essere compresa tra il 40 e il 70%
  • salendo fino ai 22°C di temperatura, l’umidità ideale dovrebbe essere compresa tra il 40 e il 60%
  • superati i 24°C, invece, l’umidità ideale accettabile si attesta tra il 30 ed il 40%.

La qualità dell’aria nei diversi ambienti della casa

Garantire un tasso di umidità costante in tutte le stanze, oltre a essere difficile da ottenere, perché soggetto a varie circostanze, non risulta essere necessario.

Una casa è infatti composta da più ambienti, ciascuno con le proprie funzioni, ciascuno influenzato dalla presenza di fattori che ne determinano il tasso di umidità, come: livello di esposizione al sole, presenza o meno di determinati elettrodomestici, e non ultimo le temperature percepite nelle diverse stagioni dell’anno.

Due ambienti su tutti si differenziano dal resto delle altre stanze della casa: il bagno e la cucina. Zone della casa che chiaramente sono soggette a tassi di umidità superiori rispetto alle altre stanze presenti nell’abitazione.

Misurare il tasso di umidità nella propria abitazione

Come misurare tasso di umidità e temperatura in casa? Il metodo più efficace è quello di ricorrere ad uno strumento specifico chiamato igrometro (o anche sensore di umidità), la cui misurazione però può essere soggetta a diversi fattori che ne possono alterare le rilevazioni, come il respiro delle persone o degli animali, o anche solo semplicemente fare una doccia o il bucato in presenza di questo strumento. Va quindi collocato in luoghi della casa che non possono influenzarne le rilevazioni.

Ci sono poi altri strumenti che ci consentano di misurare temperatura e umidità, ad esempio alcuni dispositivi elettronici appositi come le stazioni meteo o dispositivi che ci aiutano a variare le condizioni nei vari ambienti come i climatizzatori o i deumidificatori.

Come migliorare il tasso di umidità in casa

Nel 2015 il Ministero della Salute ha diramato un opuscolo informativo circa le cause che determinano un peggioramento della qualità degli ambienti domestici provocati dalla presenza di funghi e batteri, fornendo inoltre le indicazioni necessarie per prevenire o migliorare la qualità dell’aria e ridurre l’ esposizione agli agenti inquinanti.

Tra queste: assicurarsi che la struttura esterna della casa sia ben isolata e ventilata (così da garantire il necessario comfort termico), mantenere un tasso di umidità interno inferiore al 50%, non usare tappeti o moquette nelle zone più soggette ad un’umidità più alta in casa, non lasciare i vestiti stesi ad asciugare in ambienti chiusi, arieggiare gli ambienti in presenza di condensa, rimuovere macchie di muffe, ridurre le piante ornamentali in casa.

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Gyproc Hydro e Gyproc Habito Forte Hydro di Saint-Gobain Italia per le tue pareti interne

Per prevenire i problemi legati all’umidità all’interno dell’abitazione, Saint-Gobain Italia propone le lastre in cartongesso Gyproc Hydro, la soluzione studiata per garantire un’eccellente tenuta in presenza di elevati livelli di umidità. Si tratta infatti di una lastra di tipo H1 (il risultato migliore secondo la norma EN 520) con ridottissimo assorbimento d’acqua, ideale per tutti gli ambienti, compresi quelli più soggetti ad un elevato tasso di umidità come bagni e cucine.
Le lastre Gyproc Hydro, oltre a garantire resistenza all’effrazione e al fuoco, sono realizzate nel pieno rispetto della sostenibilità con certificazione di classe energetica A+, assicurando inoltre un elevato isolamento acustico.

Se, oltre ad avere un problema di umidità ci si trova anche di fronte alla necessità di appendere mobili particolarmente pesanti alle pareti, la soluzione ideale è rappresentata dalle lastre in cartongesso Gyproc Habito® Forte Hydro, idrorepellenti e con elevata resistenza ai carichi.

Sigillare i sanitari: consigli per il fai da te

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Ristrutturare un bagno richiede grande attenzione e manualità da parte di chi effettua i lavori, soprattutto se non si tratta di professionisti del settore.

Tra le varie operazioni rientra la sostituzione delle vecchie mattonelle e dei sanitari, ma talvolta potremmo aver bisogno soltanto di effettuare una sostituzione del sigillante ai bordi dei servizi igienici.

Vediamo nel dettaglio i consigli fai da te per questa operazione.

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Sostituire il sigillante dei sanitari: i passaggi da seguire

Se l’obiettivo è soltanto quello di ristrutturare il bagno e migliorarne le sue condizioni igieniche sanitarie, potremmo aver bisogno di sostituire il sigillante usurato dal tempo alla base del wc e del bidet.

La sostituzione del sigillante è infatti un’operazione necessaria dopo un certo periodo di tempo, soprattutto se non si è utilizzato un prodotto ad alte prestazioni, in quanto il materiale potrebbe indurirsi e cambiare colore a causa della formazione di muffa, perdendo dunque le sue capacità di isolare e garantire impermeabilità. Effettuare la sostituzione significa evitare che l’acqua e lo sporco possano penetrare dove non dovrebbero.

Ecco i passaggi da seguire in tal caso:

  1. Possiamo iniziare l’operazione di rimozione del sigillante ammorbidendo quest’ultimo tramite il calore generato da un asciugacapelli, per poi raschiarlo con un taglierino;
  2. Svolta questa operazione, il consiglio è quello di coprire con del nastro carta la superficie da proteggere dei sanitari per evitare di rovinarne il rivestimento;
  3. Successivamente, indossiamo dei guanti e applichiamo il nuovo adesivo sigillante utilizzando l’opportuna pistola, attraverso un movimento lento e regolaredi modo che il cordoncino di prodotto che fuoriesce sia uniforme. Passiamo un dito sotto l’acqua per inumidire il silicone applicato e lisciare meglio la striscia rimuovendo le parti in eccedenza;
  4. Terminato questo passaggio, possiamo rimuovere il nastro e lasciare asciugare il sigillante per qualche ora.

Perché è importante svolgere una corretta sigillatura dei sanitari del bagno?

Innanzitutto specifichiamo che sigillare o siliconare un sanitario a terra sul pavimento non è un’operazione che ha l’obiettivo di fissare lo stesso, ma serve innanzitutto ad isolarlo dall’acqua e dalla sporcizia. Inoltre, serve a creare una base di appoggio che ammortizzi eventuali piccoli movimenti che possono compromettere il fissaggio dei sanitari sul pavimento. L’applicazione del sigillante, inoltre, va effettuata anche sulle parti retrostanti dei sanitari collegate al muro.

Sostituire il sigillante per la doccia: i passaggi da seguire

Oltre ai sanitari potremmo dover sostituire anche il sigillante della doccia.

Ecco dunque gli step da seguire per completare questa operazione:

  1. Per prima cosa dobbiamo procurarci un raschietto a lama (meglio se di plastica in caso il piatto doccia non fosse in ceramica, così da non danneggiarlo) o un taglierino, e con l’aiuto di questi strumenti, tramite movimenti veloci, dovremmo tagliare lungo la striscia di silicone. Con le dita, poi, stacchiamo la striscia;
  2. Successivamente ripuliamo l’area di lavoro lungo il perimetro della doccia con un panno morbido imbevuto con dell’acquaragia. Con un asciugacapelli asciughiamo quindi la zona interessata;
  3. Aiutandoci con del nastro carta ricopriamo in orizzontale i lati della zona dove era localizzata la vecchia striscia di silicone, lasciando scoperta solo quest’ultima. Con il nastro infatti agevoliamo il posizionamento del sigillante in maniera regolare;
  4. Con una pistola da sigillatura professionale applichiamo il sigillante lungo l’area designata tra le due strisce di nastro carta, facendo attenzione a poggiare la punta della pistola sulla superficie e applicando una pressione uniforme;
  5. Dopo aver applicato il sigillante, con un dito bagnato cerchiamo di spianare il materiale che abbiamo applicato;
  6. Alla fine rimuoviamo il nastro molto lentamente, facendo attenzione che non tocchi il sigillante fresco;
  7. Lasciamo asciugare il sigillante per almeno 24 ore prima di fare la doccia;

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webercolor HS: l’adesivo sigillante ad alte prestazioni di Saint-Gobain Italia

webercolor HS  di Saint-Gobain Italia è sicuramente il prodotto consigliato per questo genere di lavori. Queste le sue principali caratteristiche:

  • è antimuffa, esente da solventi e isocianati e resistente ai raggi UV;
  • ha un’alta resistenza meccanica;
  • ha un’alta resistenza chimica;
  • è dotato di una grande capacità di adesione, anche su superfici bagnate, ed elasticità, per sigillature ad alte prestazioni;
  • non macchia, e quindi è adatto per la sigillatura anche di pietre e marmi;
  • è disponibile in più colorazioni, tra cui bianco, avorio, antracite, grigio e testa di moro;
  • è verniciabile.