Bonus serramenti 2021: come accedere alle agevolazioni fiscali

bonus serramenti

La sostituzione degli infissi e dei serramenti, nell’ambito di opere di ristrutturazione edilizia o riqualificazione energetica degli edifici, rientra tra gli interventi per i quali è possibile accedere all’agevolazione fiscale prevista dalla disciplina del SuperBONUS 110%. Quest’ultimo, infatti, è applicabile a tutti i lavori previsti dal cosiddetto “EcoBONUS”, ossia l’insieme delle misure agevolative volte ad incentivare gli interventi finalizzati al miglioramento del rendimento termico ed energetico degli involucri delle strutture edilizie. 

Per quali interventi è prevista l’agevolazione 

I dispositivi che regolamentano la disciplina delle agevolazioni fiscali considerano tali interventi (sostituzione infissi e serramenti) identificabili come trainati, ovvero complementari alla riqualificazione energetica. Nella Guida al SuperBONUS 110% stilata dall’Agenzia delle Entrate in merito ad un caso pratico, si legge “la sostituzione della caldaia e delle finestre comprensive degli infissi potrà beneficiare del Superbonus del 110% della spesa sostenuta se la caldaia e le finestre possiedono i requisiti richiesti ai sensi dell’articolo 14 del decreto-legge n. 63/2013”.   

In base a quanto specificato dall’apposito vademecum dell’ENEA (l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile)l’intervento deve avere per oggetto un immobile esistente, ossia già accatastato o per il quale sia stata presentata richiesta di accatastamento e “configurarsi come sostituzione di elementi già esistenti e/o sue parti”. Di conseguenza, sono escluse dall’agevolazione le nuove costruzioni.  

In aggiunta, l’accesso alla detrazione è subordinato al rispetto di ulteriori requisiti tecnici: 

  • Il serramento oggetto della sostituzione deve delimitare un volume riscaldato verso l’esterno o verso altri vani non riscaldati; 
  • I valori di trasmittanza termica iniziali (Uw) devono essere superiori ai valori limite riportati in tabella 1 dell’Allegato E del D.M. 6.08.2020, per interventi con data di inizio lavori a partire dal 6 ottobre 2020; 
  • I valori di trasmittanza termica finali (Uw), devono essere inferiori uguali a quelli riportati nella Tabella 2 del D.M. 26.01.2010 (per interventi iniziati prima del 6 ottobre 2020) o a quelli della Tabella 1 dell’Allegato E al D.M. 6.08.2020 se avviati dal 6 ottobre 2020; 
  • Devono essere rispettate le norme nazionali e locali in materia di urbanistica, edilizia, sicurezza ed efficienza energetica. 

Stando a quanto definito dall’art.119 del Decreto Legge “Rilancio” la sostituzione di infissi e serramenti ricade nell’ambito degli interventi di “efficienza energetica” ovvero compresi nell’attuale EcoBONUS, a patto che questi siano effettuati contestualmente con almeno uno degli interventi trainanti individuati dalle normative di riferimento, sia sulle parti comuni sia sulle singole unità abitative. Qualora l’immobile oggetto degli interventi di ristrutturazione edilizia sia sottoposto a vincoli di vario genere (beni culturali, paesaggistici o imposti da regolamenti edilizi, urbanistici ed ambientali), gli interventi eseguibile di efficientamento energetico, fra cui sostituzione di infissi e serramenti, possono essere compresi nell’agevolazione al 110% anche senza la realizzazione di interventi trainanti, a condizione che comportino un miglioramento complessivo dell’efficienza energetica di almeno due classi oppure, qualora non sia possibile, il conseguimento della classe energetica più alta. 

Bonus serramenti 2021: in cosa consiste 

Nella panoramica delle agevolazioni statali, la sostituzione di infissi e serramenti rientra nelle opere con aliquota pari al 50% delle spese sostenute fino al 31 dicembre 2021 con detrazione massima ammissibile di 60.000 euro (EcoBONUS). 

La detrazione può essere utilizzata dal soggetto beneficiario in una delle seguenti forme: 

  • Cinque quote annuali di pari importo (quattro per le spese sostenute nel corso del 2022); 
  • Sconto in fattura applicato dai fornitori; 
  • Cessione del credito. 

Le spese ammissibili alla detrazione prevista dal bonus infissi 2021 sono: 

  • Coibentazione o sostituzione dei cassonetti, nel rispetto dei valori di trasmittanza previsti per le finestre dotate di infissi; 
  • Fornitura e posa in opera di nuove finestre e porte finestra; 
  • Integrazione o sostituzione di elementi vetrati; 
  • Fornitura e installazione di sistemi oscuranti, quali persiane, avvolgibili, scuri e relativi accessori, sostituiti assieme agli infissi o ai vetri oggetti dell’intervento; 
  • Prestazioni professionali accessorie. 

I soggetti aventi diritto al bonus finestre 

Il bonus per la sostituzione degli infissi è accessibile da parte di tutti i contribuenti che sostengono spese volte a finanziare interventi di riqualificazione energetica e possiedono un diritto reale di godimento sull’immobile oggetto dei lavori (proprietàusufruttouso e abitazionesuperficie). 

 

#FaiConIMakers, ultimi lavori in ufficio per la squadra di Giuseppe Conte

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Sta per volgere al termine il progetto a cura del team di Makers At Work per la realizzazione di un ufficio laboratorio all’interno del capannone di Marco, socio di Giuseppe Conte. Completato l’involucro della struttura a secco con relativo isolamento, grazie al cospicuo contributo materiale e tecnico offerto da Saint-Gobain Italia (che ha messo a disposizioni tecnici e prodotti per implementare i vari interventi), l’ultima parte dei lavori prevede la posa del pavimento.  

La scelta del PVC flottante 

Per il rivestimento della superficie calpestabile dell’ufficio, Giuseppe Conte ha scelto una sorta di parquet in PVC “flottante”. Questa soluzione è stata preferita ad altre, soprattutto al gres porcellanato; quest’ultimo, infatti, pur essendo un materiale di qualità, avrebbe rappresentato un’opzione troppo ‘definitiva’, in considerazione del fatto che, in futuro, l’ufficio potrebbe essere smontato o destinato ad altro uso. Ragion per cui, i tecnici di Makers At Work hanno virato su di una soluzione più elastica e pratica, un “finto parquet” fatto di doghe in PVC. Quest’ultimo offre numerosi vantaggi: facilità di installazione e pulizia, ottima resistenza meccanica e agli urti. In aggiunta, si tratta di un sistema a secco che non richiede particolari interventi di preparazione ed assicura un ottimo rendimento.  

La posa del pavimento 

Il pavimento in listoni di PVC “flottante” viene così definito perché non aderisce al supporto ma viene posato al di sopra di uno strato intermedio. Nel caso specifico dell’ufficio costruito da Makers At Work, si tratta di un tappetino sottopavimento, poiché il fondo non presentava irregolarità tali da rendere necessaria l’applicazione di uno strato di autolivellante. In aggiunta, l’interposizione del tappetino svolge svariate funzioni: 

  • Compensa i dislivelli minori del pavimento; 
  • Riduce il rumore provocato dal calpestio; 
  • Migliora l’isolamento termico dell’ambiente; 
  • Protegge il locale dall’umidità. 

Dal punto di vista tecnico, dopo aver posato il tappetino ed averlo battuto con il filo, il team di Makers At Work procede alla posa dei listoni in PVC. Ciascuna doga ha un profilo scolpito in maniera tale da combaciare perfettamente, con un semplice meccanismo a incastro, con il listone adiacente. Durante la posa non vengono utilizzate malte o collanti: ogni listello viene semplicemente appoggiato sul tappetino e incastrato con gli altri. Per garantire un’adesione perfetta, ogni doga viene battuta con un martello, frapponendovi un ritaglio di scarto proveniente da un listello già sagomato. 

L’intervento viene completato con la posa del battiscopa, costituito da listelli in MDF rivestito. Dopo aver effettuato i tagli a 45° per l’adesione nei punti di giunzione angolare, le doghe vengono incollate alla parete con il silicone, prima di essere fissate con i chiodi. 

#FaiConIMakers, Rulof consolida una parete dell’infernotto

Dopo aver completato una serie di lavori nel proprio ufficio sotterraneo, Rulof torna a dedicarsi alla ristrutturazione dell’infernotto che si trova al di sotto del suo laboratorio. In precedenza, il maker torinese era stato impegnato nella rimozione delle macerie e dei detriti che ostruivano alcune zone delle gallerie. Completato in buona parte lo sgombero, Rulof può finalmente pianificare gli interventi successivi, grazie anche al supporto offerto da Saint-Gobain Italia, che mette a disposizione i propri prodotti multimarca e la necessaria consulenza tecnica.

Il consolidamento della parete

Una parte della copertura dell’infernotto poggia su di una sorta di ‘parete’ naturale dalla superficie piuttosto irregolare; si tratta di uno strato di sedimenti, caratteristico del sottosuolo di tutta la città di Torino e, più in generale, dell’intera Pianura Padana. Lo strato si è formato durante l’era glaciale: lo slittamento dei ghiacciai lungo le pareti delle montagne ha trascinato a valle una enorme quantità di pietre, dando loro una forma tipicamente levigata. Nel corso del tempo, i detriti si sono accumulati e solidificati per effetto della pressione dei ghiacciai e degli strati superficiali.

Pur essendo solida e compatta, la parete composta da sedimenti ha una superfice altamente irregolare che, se toccata, rischia di sgretolarsi facilmente. Ragion per cui, Rulof ha deciso di consolidare questa parte dell’infernotto, utilizzando un’apposita malta a base di calce. Dopo aver impastato alcuni sacchi di prodotto nella betoniera, il maker di origini olandesi procede all’applicazione dello stesso, utilizzando la stessa tecnica impiegata per intonacare l’ufficio ricavato all’interno del suo laboratorio: prende una manciata di malta e la scaglia con le mani contro la parete, senza utilizzare alcun attrezzo. Nelle zone in cui c’è troppo materiale (o non ce n’è abbastanza), agisce ‘a mano libera’, così da ricoprire la parete con uno strato omogeneo.

Il progetto in 3D per l’infernotto

Completato l’intervento sulla parete grezza, Rulof illustra – con un software di elaborazione grafica in 3D – come intende ristrutturare l’intero infernotto. Gli interventi previsti dal maker torinese sono i seguenti:

Messa in piano del pavimento inclinato di una galleria, per mezzo di sbarramenti realizzati con assi di legno da colmare con un prodotto autolivellante. In tal modo, Rulof otterrà una scalinata di notevole impatto dal punto di vista visivo;

Costruzione di una parete, per ottenere un grande ambiente chiuso – con relativo ingresso – destinato alla registrazione dei video;

Realizzazione di una scalinata, in corrispondenza di una botola già aperta in precedenza, per dotare l’infernotto di un secondo punto di accesso.

I prodotti Saint-Gobain utilizzati

Per il consolidamento della parete di sedimenti grezzi, Rulof ha impiegato webertec BTcalceG; si tratta di una malta strutturale a base di calce idraulica naturale. È particolarmente indicata per gli interventi di consolidamento strutturale che prevedano anche l’impiego di elementi di rinforzo quali le reti in fibra di vetro. Il prodotto è utilizzabile su di una vasta gamma di supporti, dal calcestruzzo ai mattoni, fino al tufo e alla pietra mista; va applicato sopra un fondo leggermente inumidito, creando uno strato di almeno 2 cm.

Utilizzare i vetri antiriflesso per migliorare il comfort visivo

Vetri antiriflesso

Quando si parla di comfort visivo si fa riferimento alla qualità dell’illuminazione interna che caratterizza un determinato ambiente. Tale prerogativa dipende non soltanto dalla progettazione illuminotecnica ma anche dall’esposizione alla luce naturale. Quest’ultima è determinata principalmente dalla collocazione geografica dell’edificio e, in misura minore, da precise scelte effettuate in sede di progettazione e dalle caratteristiche strutturali dell’edificio. La gestione della luce naturale avviene mediante le superfici trasparenti dei serramenti, ossia i vetri di finestre, lucernai e porte finestre. Questi dispositivi implementano una duplice azione di filtro e coibentazione rispetto alla luce ed al calore prodotti dai raggi solari. Tra le principali soluzioni che consentono di migliorare sensibilmente il comfort visivo ci sono i vetri antiriflesso, che utilizzano una particolare tecnologia per garantire una trasparenza ottimale delle superfici vetrate.

Cos’è un vetro antiriflesso

Si definiscono “antiriflesso” o “a bassa riflessione” i vetri che offrono una riflessione della luce (naturale o artificiale) molto inferiore rispetto a quella che caratterizza i vetri tradizionali. Questa caratteristica tecnico prestazionale viene ottenuta implementando uno specifico trattamento, che consiste nell’applicazione di un sottile strato di ossidi metallici su una lastra di vetro float (il tipo di vetro più comune tra quelli in commercio) dopo la produzione. In tal modo, si crea un film (il cui spessore non supera un quarto della lunghezza d’onda della luce riflettente) che diminuisce sensibilmente la riflessione della luce, ossia quel fenomeno fisico per il quale un’onda (nel caso specifico, un’onda luminosa) cambia direzione quando colpisce una superficie. Naturalmente, i vetri antiriflesso non eliminano la riflessione in maniera definitiva, tant’è che in determinate condizioni ambientali e di luce o in relazione a specifici angoli di visuale, possono verificarsi fenomeni trascurabili di riflessione residua.

Dal punto di visto pratico, i vetri antiriflesso garantiscono una perfetta trasparenza in qualsiasi condizione di luce e, di conseguenza, contribuiscono al raggiungimento di un adeguato comfort visivo nei diversi contesti di applicazione.

A cosa servono i vetri antiriflesso

Lo scopo primario dei vetri antiriflesso è quello di ridurre al minimo il fenomeno della riflessione della luce. Questo tipo di esigenza caratterizza gli ambiti più disparati; non a caso, questo genere di vetro viene impiegato in contesti molto diversi, accomunati dal bisogno di disporre di superfici vetrate caratterizzate da una elevata trasparenza, non alterata dalla riflessione luminosa.

Le vetrate antiriflesso si prestano sia all’installazione interna sia a quella esterna; esse possono essere utilizzate, ad esempio, per la realizzazione delle vetrine di negozi e showroom o per le vetrate di ristoranti panoramici. Al contempo, è possibile implementare questa soluzione anche all’interno di musei e spazi espositivi, per l’allestimento di bacheche e strutture analoghe, oppure negli studi televisivi per l’installazione di pareti divisorie. Altro utilizzo molto comune dei vetri antiriflesso è quello che se ne fa nelle stazioni ferroviarie e negli aeroporti, a protezione delle tabelle informative per i passeggeri.

I vetri antiriflesso VISION-LITE® di Saint-Gobain Italia

VISION-LITE® è la soluzione proposta da Saint-Gobain Italia per il comfort visivo e luminoso, destinata a specifici contesti di utilizzo. Si tratta di un vetro a bassa riflessione residua (circa l’1%), in grado di ridurre in maniera significativa la riflessione della luce visibile fino a 10 volte rispetto ad un vetro tradizionale; tali prestazioni sono dovute al particolare processo di realizzazione, che prevede un trattamento magnetronico sottovuoto, applicando su entrambi i lati del vetro float un deposito trasparente di ossidi metallici. La gamma VISION-LITE® è realizzata su base DIAMANT e si articola in quattro prodotti diversi, ciascuno dei quali offre una risposta adeguata a specifiche esigenze tecniche e applicative.

Superbonus 110% sulle seconde case: come funziona

Superbonus 110 seconda casa

Con l’entrata in vigore della Legge n. 77/2020 di conversione al “Decreto Rilancio”, l’aliquota di detrazione prevista per gli interventi di efficientamento energetico e di riduzione e miglioramento del rischio sismico su edifici a prevalenza residenziale è stata incrementata al 110%. Questo incentivo statale  che comprende altresì l’installazione di pannelli fotovoltaici e la sostituzione dei serramenti come opere aggiuntive, è nota come SuperBONUS 110% ed è applicabile anche ai lavori realizzati sulla seconda casa 

Vediamo come funziona. 

La normativa e il chiarimento dell’Agenzia delle Entrate 

La possibilità di ottenere le agevolazioni fiscali previste da SuperBONUS in relazione agli interventi sulla seconda casa, è stata chiarita con il con il comma 10 dell’art.119 (legge n.77/20) .Come si legge nella sezione “Domande e risposte” della Guida al Superbonus 110% disponibile nell’apposita sezione del sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, “la limitazione, emersa nel corso dell’iter legislativo di approvazione della norma, riferita alla applicabilità del Superbonus ad interventi realizzati sulle singole unità immobiliari adibite ad abitazione principale è stata eliminata”. In altre parole, l’applicabilità del regime agevolativo non è più limitato alla sola abitazione principale e può essere estesa anche a quelle che vengono comunemente definite “seconde case”. Poiché si tratta di un aspetto quantomeno controverso della normativa di riferimento, l’Agenzia delle Entrate si è espressa ulteriormente, pubblicando un parere (la Risposta n. 327 del 9 settembre 2020) inerente ad un’istanza riguardante un intervento relativo ad un immobile in comodato d’uso gratuito. 

Interessante evidenziare, come citato dalla circolare n. 24/E di agosto 2020, la possibilità d’intervenire anche per gli inquilini che detengono l’immobile con un contratto di locazione regolarmente registrato al momento dell’inizio dei lavori o al momento del sostenimento delle spese se antecedente, ed essere in possesso del consenso all’esecuzione dei lavori da parte del proprietario. 

 

Ricapitolando, è possibile beneficiare dell’agevolazione a patto che siano soddisfatte le seguenti condizioni: 

  • l’immobile possieda i requisiti tecnici indicati nell’articolo 119 del Decreto Rilancio per l’accesso all’agevolazione; 
  • il richiedente sia in possesso di un titolo di detenzione dell’immobile regolarmente registrato; 
  • gli interventi per i quali si richiede l’applicazione del bonus, rientrino nella disciplina agevolativa. 

Bonus ristrutturazione sulla seconda casa: in cosa consiste 

Il SuperBONUS consiste in una detrazione di imposta lorda elevata al 110%, applicabile alle spese sostenute tra il primo luglio 2020 e il 30 giugno 2022 per la realizzazione di specifici interventi edilizi, individuati dagli strumenti normativi di riferimento. L’agevolazione deve essere ripartita in 5 quote annuali di pari importo; in alternativa alla fruizione diretta, il beneficiario può optare per la cessione del credito o per lo sconto in fattura applicato dai fornitori. 

Si ricordare che le scadenze per i condomini sono stati prorogati al 31 dicembre 2022, medesima data che definisce altresì il termine per gli edifici costituiti da 2 a 4 unità immobiliari di unica proprietà ma solo se con il 60% di opere svolte in data 30 giugno 2022 

Bonus 110% sulle seconde case: per quali interventi è previsto 

Per essere inclusi nel SuperBONUS gli interventi edilizi devono rispettare due requisiti fondamentali: 

  • assicurare il miglioramento di almeno due classi energetiche o, qualora non fosse possibile, implementare il raggiungimento della classe energetica più alta; 
  • rispettare i requisiti tecnici minimi per l’accesso alle detrazioni indicati dal Decreto del 6 agosto 2020 promulgato di concerto da MISE, MEF e dal Ministero dell’Ambiente. 

Il miglioramento energetico conseguito a seguito della realizzazione degli interventi viene certificato dall’APE, l’Attestato di Prestazione Energetica, ossia una dichiarazione asseverata rilasciata da un tecnico abilitato. Una copia del documento deve essere trasmessa ad ENEA ovvero l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. 

Ai sensi dell’articolo 119 del Decreto Rilancio, permettono di accedere all’agevolazione fiscale prevista dal SuperBONUS gli interventi di isolamento termico delle strutture opache “che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25 per cento della superficie disperdente lorda”, inclusa la  coibentazione del tetto anche nel caso non delimitasse un ambiente riscaldato. In tal caso, l’agevolazione viene calcolata rispetto ad una spesa complessiva che varia in base al tipo di immobile: 

  • € 50.000 per edifici unifamiliari o funzionalmente indipendenti in edifici purifamiliari 
  • € 40.000 per ciascuna unità in edifici costituiti da 2 a 8 unità immobiliari 
  • € 30.000 per ciascuna unità eccedente alle 8 unità immobiliari 

 In aggiunta, possono essere inclusi nel bonus gli interventi sulle parti comuni per la “sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria”; gli impianti devono rientrare almeno nella classe energetica A e possono includere: generatori di calore a condensazionegeneratori a pompa di calore ad alta efficienza, apparecchi ibridi, sistemi di microcogenerazione e collettori solari. Rientrano nella disciplina agevolativa anche gli interventi antisismici. 

Oltre agli interventi trainanti sopra descritti (o principali) si aggiungono quelli trainati (o aggiuntivi), ossia lavori per i quali è già previsto l’ecobonus e che rientrano nel SuperBONUS se realizzati congiuntamente ai primi. Nello specifico, si tratta di interventi di efficientamento energetico, eliminazione delle barriere architettoniche e posa o implementazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo. 

Chi può accedere al bonus seconda casa 

Come si legge sul portale dell’Agenzia delle Entrate, i soggetti che possono beneficiare del SuperBONUS sono: 

  • condomìni ed edifici costituiti da 2 a 4 unità immobiliari distintamente accatastate, della medesima proprietà o in comproprietà 
  • Le persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, che possiedono o detengono l’immobile o l’unità immobiliare oggetto dell’intervento; 
  • Istituti autonomi case popolari (Iacp); l’agevolazione è estendibile alle spese sostenute fino al 3° giugno 2021 se, al 31 dicembre 2022 se, è stato completato il 60% dei lavori complessivi; 
  • Cooperative di abitazione a proprietà indivisa, Onlus, associazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale; 
  • associazioni e società sportive dilettantistiche, per interventi sugli immobili adibiti a spogliatoi. 

 

Pitture termoisolanti per interni: efficienza e design per la propria casa

Pitture termoisolanti

L’isolamento termico delle superfici risulta essere in assoluto l’intervento  più significativo per il raggiungimento di un adeguato livello di benessere abitativo. Le soluzioni che consentono di ottenere un grado di coibentazione ottimale sono diverse, e spesso possono essere integrate tra loro al fine di migliorare l’isolamento complessivo delle strutture. Tra queste vi è certamente il ricorso a specifiche pitture termoisolanti per interni, anche se il solo utilizzo di questo tipo di prodotto non può essere ritenuto alternativo all’implementazione di sistemi complessi, come ad esempio il cappotto termico. 

Le caratteristiche delle pitture termoisolanti 

Una pittura termoisolante è un prodotto in grado di ridurre lo scambio termico tra interno ed esterno, il fenomeno responsabile della formazione della condensa. Ragion per cui, le pitture di questo tipo sono altamente traspiranti, così da evitare che il vapore acqueo presente nell’aria si trasformi in residui d’acqua per condensazione. Ciò consente di migliorare la salubrità degli ambienti interni, prevenendo la formazione della muffa superficiale. 

Utilizzi e ciclo applicativo 

Le pitture termoisolanti per interni vengono utilizzate per la tinteggiatura di superfici che, per caratteristiche strutturali e costruttive o collocazione geografica dell’edificio, sono maggiormente esposte alla formazione della muffa o della condensa (come, ad esempio, quelli caratterizzati da una spiccata umidità). Lo scopo principale di prodotti di questo tipo è quello di rendere le pareti più traspiranti, riducendo lo scambio termico e, al contempo, impedire lo sviluppo della muffa per mezzo di apposite tecnologie. 

Per quanto concerne il ciclo applicativo, ciascun tipo di idropittura è caratterizzato da specifiche modalità di utilizzo. L’applicazione del prodotto è subordinata alla preparazione della superficie o del supporto per mezzo di un apposito primer (o, in alternativa, un fondo). In linea di massima, è necessario aspettare dalle sei alle dodici ore prima di poter passare la prima mano di idropittura benché sia necessario fare riferimento alle indicazioni del produttore. Le modalità di applicazione sono quasi sempre per mezzo di accessori standard, come ad esempio pennelli o rulli; 

Pitture estive: i trend per l’estate 2021 

Il periodo estivo è quello generalmente più indicato per effettuare gli interventi edili, poiché i materiali maturano più in fretta e i tempi di lavorazione si riducono sensibilmente. Ogni anno, però, le tendenze per l’interior design cambiano e, di conseguenza, alcune tonalità tornano in auge a scapito di altre. 

 Ecco i colori da interni più trendy di questa estate 2021: 

  • Giallo. È uno dei colori tradizionalmente associati all’estate; vivace e luminoso, consente di rendere gli ambienti più vivaci, anche durante l’autunno e l’inverno. Le declinazioni più forti possono essere utilizzate per tinteggiature parziali, da accostare a tinte molto neutre chiare;  
  • Blu e azzurro. Tonalità altamente rilassanti, per via dell’associazione con il cielo e il mare, il blu e l’azzurro rappresentano le principali novità per il 2021. Le sfumature più sgargianti ben si prestano ad essere utilizzate in cucina o in bagno mentre quelle più delicate rappresentano un’alternativa interessante per l’area living; 
  • Rosso. Di sicuro impatto visivo, il rosso è un colore che trasmette calore ed energia, adatto a diversi ambienti, soprattutto la cucina; ideale per realizzare contrasti cromatici con tonalità pastello e arredi dai dettagli cromati; 
  • Rosa. Le nuove tendenze per il 2021 includono anche un colore molto gettonato per la tinteggiatura degli interni: il rosa. Disponibile in numerose nuance, dalle più intense a quelle pastello, è ampiamente utilizzato, in special modo per le zone living e notte. 

 

La pittura termoisolante di Saint-Gobain Italia  

All’interno della nuova linea di idropitture per interni weberpaint, Saint-Gobain Italia propone diverse soluzioni specifiche per affrontare e risolvere il problema della muffa negli ambienti interni, ma, una pittura su tutte ha potere  anticondensa. Si tratta  di weberpaint thermo, una pittura traspirante anticondensa, resistente a muffe e funghi,  ad azione prolungata nel tempo; è utilizzabile su intonaci, cartongesso e calcestruzzo dopo 6-12 ore dall’applicazione del primer. weberpaint thermo è dotata di elevata copertura e potere mascherante ed è particolarmente indicata per la realizzazione di tinte molto chiare/pastello.