Interior design: i colori Pantone per pareti e pavimenti

Uno degli aspetti di cui si occupa l’architettura d’interni è la scelta della giusta tonalità di colore da utilizzare per la finitura di pareti e pavimenti. Essa contribuisce non solo a caratterizzare gli ambienti dal punto di vista estetico, ma può incidere anche sulla valorizzazione della luce e, più in generale, sul livello di comfort visivo all’interno degli spazi abitativi.

Le innumerevoli tonalità cromatiche utilizzabili per la tinteggiatura degli interni sono catalogate mediante il Pantone Matching System, standard messo a punto da Pantone, l’azienda specializzata in soluzioni cromatiche per grafica e design che, a partire dal 2000, contribuisce a definire i trend del settore selezionando il “Colore dell’anno”, anche per l’architettura d’interni.

I “Pantone Color of the Year” per le pareti

Tra i “Colors of the Year” selezionati da Pantone, due appaiono particolarmente adatti alla tinteggiatura delle pareti:

  • Tigerlily: eletto “Color of the Year” nel 2004, è una sfumatura di arancione ispirata al Giglio tigrato, un fiore di origine asiatica. Mescolando quantità diverse di giallo e rosso, questa nuance particolarmente vivace è in grado di trasmettere passione ed energia. Se utilizzato per il design d’interni – su una parete del soggiorno, della cucina o della camera da letto – rappresenta una nota caratterizzante e vagamente esotica in grado di rendere l’ambiente più caldo e accogliente;

  • Mimosa: anche il “Colore dell’anno” 2009 è ispirato ad un fiore. Si tratta di una tonalità di giallo intenso, che richiama quello dei fiori dell’albero di mimosa. Questa nuance trasmette le principali caratteristiche associate al colore giallo, ossia la vivacità, la creatività, l’immaginazione e l’innovazione. È inoltre una sfumatura particolarmente versatile, ideale per impieghi differenti anche nell’ambito dell’interior design. Il Giallo Mimosa Pantone può essere impiegato per la tinteggiatura, anche solo di una parete d’accento, del soggiorno oppure di uno studio per conferire maggiore luminosità all’ambiente.

 

I colori Pantone per dipingere i pavimenti

Se per la tinteggiatura è possibile ‘osare’, impiegando tonalità sgargianti e di grande impatto visivo, per i pavimenti si tende a preferire sfumature neutre, che possano fungere da ‘base’ per i vari accostamenti che caratterizzano il profilo cromatico di ciascun ambiente. In tal senso, tra i vari “Colori dell’anno” Pantone, ne spiccano due in particolare:

  • Ultimate Gray: è uno dei due “Colors of the Year” 2021, insieme a Illuminating Yellow. Questa tonalità di grigio, come sottolinea Pantone nella nota stampa di presentazione, “è un richiamo a elementi saldi e affidabili, che durano nel tempo e offrono solide basi”. Ispirata al colore dei ciottoli sulla spiaggia, nonché alla sfumatura assunta dagli elementi naturali che invecchiano, evoca la capacità di questi di resistere allo scorrere del tempo. Ultimate Gray – sottolinea l’azienda – “rassicura con discrezione, favorendo sensazioni di compostezza, fermezza e resilienza” che si addicono perfettamente alla realizzazione di un pavimento neutro all’interno di ambienti in stile moderno o industriale;

  • Sand Dollar, scelto come “Colore dell’anno” nel 2006, è una tonalità neutra e calda, seppur rilassante. La particolare denominazione è dovuta probabilmente al richiamo alle spiagge incontaminate oppure alle distese desertiche; non a caso, questa nuance si presta ad essere inserita anche in contesti il cui design includa elementi naturali ed organici. Se utilizzato per la tinteggiatura dei pavimenti, conferisce all’ambiente un aspetto elegante ed essenziale.

I prodotti Saint-Gobain da utilizzare

Saint-Gobain offre un ampio catalogo di soluzioni grazie alle quali utilizzare i colori Pantone per le finiture da interno.

Le idropitture per interni weberpaint sono caratterizzate da spiccata versatilità e facilità di impiego, oltre ad essere adatte per la tinteggiatura delle pareti in svariati contesti. Inoltre, grazie al sistema tintometrico webercolorlook, sono tinteggiabili con 1950 colori diversi, rispondendo così ad ogni esigenza di interior design.

La gamma weberfloor, invece, include malte cementizie livellanti a presa rapida e autolivellanti, per applicazioni da interno o da esterno nell’ambito di contesti abitativi o industriali.

Interventi in cartongesso per il bagno: quali sono e come realizzarli

Il bagno è uno degli ambienti della casa più soggetto a lavori di ristrutturazione e ammodernamento. Di solito gli interventi di questo tipo vengono eseguiti in muratura, anche se, sempre più spesso, si fa ricorso a sistemi a secco in cartongesso, che rappresentano una soluzione più pratica e versatile dal punto di vista costruttivo.

Quali sono gli interventi in cartongesso realizzabili in bagno

I sistemi a secco hanno tempi di posa molto rapidi e si adattano a qualsiasi contesto di applicazione. Inoltre, sono particolarmente flessibili, in quanto possono essere rifiniti con idropitture per interni o piastrellati. All’interno dell’ambiente bagno è possibile adottare questo tipo di soluzione per realizzare una parete divisoria per un vano doccia di design o per ridefinire la distribuzione degli spazi, separando l’area riservata ai sanitari dal resto del bagno. Negli ambienti di grandi dimensioni, l’inserimento di un sistema a secco può essere funzionale alla creazione di una laundry room, ossia uno spazio deputato a locale lavanderia. Inoltre, una struttura in cartongesso può essere destinata alla realizzazione di una parete attrezzata (con mensole e vani portaoggetti) o di un supporto per il lavabo o la vasca da bagno; in alternativa, è possibile sfruttare il sistema a secco per trasformare la vasca in un box doccia, così da ottimizzare gli spazi a disposizione.

Come progettare l’intervento

La fase di progettazione, fondamentale per qualsiasi intervento, cambia a seconda della soluzione che si intende realizzare. è necessario tenere presente alcuni fattori di riferimento, in particolare gli spazi disponibili e la distribuzione degli arredi all’interno del bagno, affinché la struttura a secco risulti funzionale, senza aumentare gli ingombri del bagno né limitare l’accessibilità ai sanitari e alla doccia (o alla vasca). Fatte queste valutazioni, è necessario effettuare le misurazioni e scegliere una soluzione adeguata, anche in termini di layout interno.

Utensili e materiali necessari

Per realizzare un sistema a secco in bagno occorrono: profili metallici a ‘U’, nastro biadesivo, viti filettate, tasselli ad espansione, lastre di cartongesso a basso assorbimento di umidità, nastro in carta microforata e stucco per cartongesso. Gli utensili necessari, invece, sono: matita, metro, livella, trapano avvitatore, cutter per cartongesso, cesoia per laminati (o mola da taglio), spatola e frattone.

Realizzare il sistema a secco

Il ciclo d’intervento necessario per allestire un sistema a secco all’interno del bagno prevede la realizzazione dei seguenti passaggi:

  • Tagliare su misura i profili metallici a ‘U’;
  • Applicare il nastro biadesivo sul retro dei profili metallici;
  • Far aderire i laminati ai supporti in muratura (pareti o pavimenti);
  • Vincolare i profili metallici con i tasselli ad espansione;
  • Ricavare dai laminati i montanti interni della struttura;
  • Vincolare i montanti al telaio per mezzo di apposite viti filettate;
  • Tagliare le lastre di cartongesso su misura per ricavare i pannelli necessari al tamponamento dell’intelaiatura metallica;
  • Fissare i pannelli di gesso rivestito alla struttura con le viti filettate;
  • Stuccare le teste delle viti con stucco per cartongesso;
  • Trattare i punti di giunzione tra pannelli affogando uno strato di nastro di carta microforata nello stucco;
  • Carteggiare le superfici per eliminare le irregolarità;
  • Applicare uno strato di primer di preparazione prima di tinteggiare o piastrellare.

Quali prodotti Saint-Gobain utilizzare

Il catalogo di Saint-Gobain Italia offre tutti i materiali e gli accessori necessari per la realizzazione di un sistema a secco in un ambiente bagno:

  • Profili metallici Gyproc Gyprofile: laminati a ‘U’ anticorrosivi, dielettrici e antifingerprint;
  • Nastro biadesivo Gyproc in schiuma di polietilene reticolata;
  • Lastre di cartongesso idrorepellenti Gyproc Hydro e Gyproc Hydro H1, caratterizzate da un’eccellente tenuta in presenza di elevati livelli di umidità; in alternativa, Gyproc Habito® Forte Hydro, che abbina durezza superficiale, resistenza meccanica e attrezzabilità ad una spiccata resistenza al fuoco e all’umidità, grazie alle fibre di vetro che arricchiscono il nucleo in gesso ad alta densità;
  • Stucco per cartongesso Gyproc Evoplus 60, ideale per la rasatura e il trattamento dei giunti in abbinamento al nastro di carta microforata Marco® Spark-Perf®;
  • Paraspigoli in acciaio e viti filettate per lastre ad alta densità a marchio Gyproc.

Come creare una controparete in cartongesso per mascherare piccoli difetti dell’umidità di risalita

L’umidità di risalita è un problema piuttosto comune in ambito edilizio; esso si verifica quando l’acqua, a causa di un fenomeno chiamato “capillarità”, risale dal terreno di fondazione e si infiltra all’interno delle strutture murarie degli edifici. La risalita dell’umidità causa danni estetici, strutturali e degrado alle opere edilizie, specie se gli interventi di impermeabilizzazione alla base delle murature sono stati carenti o inadeguati. Le soluzioni per ovviare a problemi di questo tipo sono diverse; quella principale è rappresentata dalla rimozione dell’intonaco ammalorato per realizzarne uno nuovo, specifico da risanamento, dotato di speciali caratteristiche tecniche e di proprietà fisiche, tra le quali la spiccata traspirabilità. Non sempre però è possibile implementare un intervento del genere, dal momento che il nuovo intonaco – per risultare davvero efficace – deve raggiungere uno spessore di applicazione ben preciso. In tal caso, è possibile optare per una soluzione alternativa e rapida: una controparete in cartongesso che consenta di mascherare l’indesiderato effetto estetico, creando inoltre una camera d’aria che permette la traspirazione delle strutture murarie. Di seguito, vediamo come procedere. 

Utensili e materiali occorrenti 

La realizzazione di una controparete in cartongesso richiede l’impiego dei seguenti materiali: 

  • Profili metallici a ‘C e U’ oppure a omega; 
  • Nastro biadesivo per struttura metallica; 
  • Lastre di cartongesso idrorepellenti; 
  • Tasselli ad espansione; 
  • Viti autofilettanti; 
  • Stucco per cartongesso; 
  • Nastro in carta microforata per armatura giunti; 
  • Primer di preparazione per supporti in cartongesso; 
  • Idropitture traspiranti per uso interno. 

Gli utensili occorrenti, invece, sono: una cesoia (o una mola da taglio), un cutter, una matita, un trapano avvitatore, una livella, un metro, una spatola, un frattone, e un secchio. 

Progettazione del sistema a secco 

Il primo step da affrontare per realizzare una controparete in cartongesso per tamponare l’umidità di risalita consiste nel redigere un progetto di massima. A tale scopo, è necessario effettuare le opportune misurazioni e individuare la soluzione più adatta a seconda delle specifiche esigenze di carattere tecnico. 

Allestimento della controparete 

I passaggi necessari alla realizzazione di una controparete in cartongesso sono i seguenti: 

  • Tagliare a misura i profili metallici per la creazione dell’intelaiatura, servendosi di una cesoia oppure di una mola da taglio; 
  • Nel caso di profili omega, posizionarli in verticale ad una distanza tra loro di massimo 60 cm vincolandoli direttamente alla parete utilizzando tasselli ad espansione; se si desidera allestire una controparete più spessa, è necessario adoperare i profili a ‘C (montanti verticali) e a U (guide orizzontali)’, fissando prima le guide a pavimento e a soffitto con il nastro biadesivo e poi vincolandoli ai supporti con i tasselli ad espansione, a seguire inserire i montanti verticali posti ad una distanza tra loro di massimo 60 cm; 
  • Ricavare dai profili metallici eventuali spezzoni trasversali necessari al rinforzo dell’intelaiatura; 
  • Fissare le componenti metalliche tra loro mediante viti autofilettanti testa piatta punta trapano; 
  • Sagomare le lastre di cartongesso su misura; 
  • Fissare le lastre in cartongesso alla struttura metallica, tramite apposite viti. 

 

Stuccatura e finitura 

Completata l’installazione del sistema a secco, è possibile procedere alle operazioni di finitura. Per prima cosa, bisogna stuccare le teste delle viti e i punti di giunzione tra le lastre con uno stucco a base gesso per cartongesso. Il trattamento dei giunti deve essere completato mediante l’applicazione di uno strato di nastro di rinforzo, posto e annegato tra due strati di stucco. Quando lo stucco è completamente asciutto, si possono rimuovere le imperfezioni superficiali tramite una rapida carteggiatura. Fatto ciò, il supporto va preparato applicando uno strato di primer prima di effettuare la tinteggiatura con un’idropittura per interni altamente traspirante. 

Quali prodotti Saint-Gobain utilizzare 

L’allestimento di una controparete in cartongesso può essere realizzato utilizzando i seguenti prodotti Saint-Gobain: 

  • Gyproc Gyprofile, profili metallici a ‘C e U’, anticorrosivi, dielettrici e antifingerprint, ideali per la realizzazione di strutture di supporto per sistemi in cartongesso; 
  • Gyproc Omega, profili metallici a forma di omega, ideali per la realizzazione di strutture di supporto per sistemi in cartongesso; 
  • Nastro biadesivo Gyproc, una guarnizione in polietilene reticolata impermeabile; 
  • Gyproc Habito® Forte Hydro, una lastra di gesso rivestito con nucleo ad intensità incrementata con fibre di vetro. Ideale per gli ambienti umidi, offre anche un’elevata resistenza meccanica ai carichi ed una notevole durezza superficiale; 
  • Viti autofilettanti Gyproc, specifiche per lastre ad alta densità; 
  • Viti autofilettanti testa piatta punta trapano Gyproc LY13, specifiche per il vincolo tra loro dei profili metallici; 

Nel caso sia possibile eseguire l’intervento con un intonaco da risanamento per eliminare in modo efficace le problematiche causate dalla presenza di umidità da risalita capillare, Saint-Gobain propone gli intonaci della gamma webersan con le loro specifiche finiture e decorazioni. 

 

 

Come creare una testata letto attrezzata in cartongesso

La testata del letto è un elemento che combina il fattore estetico a quello pratico: da un lato, infatti, è parte integrante della struttura, separandola dalla parete e migliorandone il comfort; dall’altro, è la parte più visibile del letto e, di conseguenza, ne definisce lo stile e lo raccorda al resto dell’arredo. In aggiunta può trasformarsi in un elemento multifunzionale, attrezzabile in base alle proprie esigenze e preferenze. Una soluzione di questo tipo può essere realizzata allestendo un semplice sistema a secco in cartongesso.

Progettare una testata attrezzata

Una testiera attrezzata non è vincolata alla struttura del letto ed ha funzione d’arredo, in quanto include mensole, vani portaoggetti e un sistema di illuminazione integrato. Per progettare un elemento di questo tipo è necessario tenere conto delle dimensioni del letto e decidere se la larghezza della testata debba coincidere con quella del letto; in caso contrario, la struttura dovrebbe sporgere non più di 40 cm per ciascun lato. L’altezza va decisa in base alla funzionalità della testiera ma è consigliabile che non superi i 100 cm, così da poter inserire una mensola o una libreria senza creare ingombro eccessivo. Infine, la profondità: 20-30 cm sono più che sufficienti per ottenere dei vani capienti dove riporre libri o altri oggetti. Naturalmente, al netto di queste considerazioni tecniche, è possibile decidere il layout e la distribuzione dei volumi a seconda del proprio gusto personale.

Materiali e utensili occorrenti

L’allestimento di una testiera attrezzata in cartongesso richiede l’impiego dei seguenti materiali:

  • Profili metallici a ‘U’;
  • Lastre di cartongesso;
  • Tasselli ad espansione e viti filettate;
  • Nastro biadesivo;
  • Stucco per cartongesso;
  • Nastro in carta microforata.

Per quanto riguarda gli utensili, invece, è necessario avere a disposizione: una matita, un metro, una livella, paio di cesoie (o una mola da taglio), un cutter per cartongesso, un trapano avvitatore, una spatola e un frattone.

La realizzazione dell’intelaiatura di supporto

Come per qualsiasi altro sistema a secco, anche una testiera attrezzata prevede anzitutto la costruzione di una struttura portante. Dopo aver effettuato tutte le misurazioni necessarie, ecco il procedimento da seguire:

  • Tagliare su misura i profili metallici a ‘U’;
  • Applicare uno strato di nastro biadesivo sul retro dei laminati;
  • Fissare i profili metallici ai supporti in muratura (parete e pavimento);
  • Vincolare i laminati mediante tasselli ad espansione;
  • Tagliare su misura i profili a ‘U’ per ricavare i montanti interni dell’intelaiatura;
  • Vincolare i montanti al telaio per mezzo di apposite viti filettate.

Tamponamento e finitura

Ultimata la struttura metallica di supporto, è possibile procedere al tamponamento per poi ultimare la testata attrezzata. I passaggi tecnici da eseguire sono:

  • Sagomare i pannelli di cartongesso su misura, servendosi di un cutter; nel caso in cui la struttura preveda un sistema di illuminazione integrato, realizzare preventivamente gli alloggiamenti per i punti luce e realizzare i necessari collegamenti elettrici;
  • Vincolare le lastre ritagliate alla struttura metallica mediante apposite viti per cartongesso;
  • Stuccare le teste delle viti con stucco per cartongesso;
  • Trattare i punti di giunzione applicando uno strato di nastro di carta microforato;
  • Proteggere gli spigoli affogando nello stucco un paraspigolo in acciaio;
  • Carteggiare i residui di stucco per uniformare le superfici;
  • Trattare il supporto con un primer di preparazione specifico;
  • Tinteggiare con idropittura per interni.

 

I materiali Saint-Gobain da utilizzare

Una testiera da letto attrezzata in cartongesso può essere realizzata impiegando i seguenti materiali del catalogo Saint-Gobain:

  • Gyproc Gyprofile, profili metallici a ‘U’ anticorrosivi, dielettrici e antifingerprint, specifici per sistemi a secco;
  • Nastro biadesivo Gyproc, una guarnizione in schiuma di polietilene reticolata per il fissaggio dei laminati;
  • Gyproc Habito® Forte, lastre di gesso rivestito caratterizzate da un nucleo ad alta intensità additivato con fibre di vetro. Il sistema abbina la durezza superficiale ad una elevata resistenza al fuoco ed ai carichi meccanici. In alternativa, è possibile adoperare Gyproc DuraGyp Activ’Air®, una lastra a basso assorbimento di umidità contraddistinta dalla tecnologia Activ’Air® che consente di abbattere la formaldeide degli ambienti interni;
  • Gyproc EvoPlus60, uno stucco a base di gesso e additivi specifici dalla elevata lavorabilità;
  • Gyproc Marco® Spark-Perf®, nastro in carta microforata per il trattamento dei giunti di rinforzo;
  • Paraspigolo in acciaio Gyproc;
  • Viti filettate Gyproc;
  • weberprim RA13, primer di preparazione per supporti in cartongesso a base di acqua;
  • weberpaint mistral, idropittura lavabile traspirante per interni dotata di effetto riempitivo per finiture opache uniformi.

#FaiConIMakers, Seby Torrisi affronta il problema dell’umidità di risalita in garage

Nel primo appuntamento del nuovo anno con il format “Fai con i makers”, Seby Torrisi affronta il problema dell’umidità di risalita che ha provocato il distacco di una porzione di intonaco su una parete del suo garage. L’utilizzo di un intonaco da risanamento però richiederebbe la parziale stonacatura del muro e la realizzazione di uno spessore di intonaco di almeno 20 mm che comporterebbe la creazione di una sorta di “gradino” rispetto al filo dell’intonaco esistente; il risultato dell’intervento, però, risulterebbe antiestetico. Ragion per cui, il maker siciliano opta per una soluzione alternativa, avvalendosi del supporto materiale di Saint-Gobain Italia: allestire una controparete in cartongesso creando una camera d’aria per mascherare gli antiestetici segni degli effetti dell’umidità da risalita.  

L’assemblaggio della controparete 

In vista del montaggio della controparete, Seby si occupa anzitutto di liberare la parete in muratura, smontando la mola da banco e la presa elettrica che alimenta quest’ultima. Fatto ciò, procede a sagomare i profili metallici omega che fungeranno da sostegno al sistema in cartongesso, servendosi di una cesoia. 

Successivamente, vincola i profili metallici alla parete di supporto, lasciando 60 cm di distanza da ognuno; per il fissaggio, utilizza dei tasselli ad espansione e un trapano avvitatore. Completata anche questa operazione, Seby misura la superficie da coprire con le lastre di cartongesso e sagoma i pannelli (servendosi di un semplice cutter) in maniera tale da coprirla interamente, lasciando un centimetro dal pavimento. Infine, fissa i pannelli sagomati alla struttura metallica, adoperando apposite viti filettate per lastre ad alta intensità e un listello di legno per lasciare la spaziatura tra la controparete e il piano di calpestio. 

Finitura dei giunti e della parete 

Terminate le operazioni di assemblaggio del sistema a secco, Seby può dedicarsi agli interventi di finitura. Il primo riguarda il trattamento dei giunti; per uniformare le superfici e consolidare ulteriormente la struttura, esegue i seguenti passaggi: 

  • Applica una prima mano di stucco lungo le giunture tra i pannelli di cartongesso; 
  • Ricopre con il nastro di carta microforata i giunti da trattare; 
  • Applica un secondo strato di stucco sul nastro di carta; 
  • Quando la seconda mano di stucco è completamente asciutta, elimina le imperfezioni carteggiando la parte con carta vetrata con granulometria 220. 

Concluso il trattamento di rinforzo dei giunti, il maker siciliano prepara la parete in cartongesso utilizzando un apposito primer; infine, procede alla tinteggiatura dei pannelli tramite un’idropittura traspirante. 

Ripristino dei collegamenti elettrici 

Dopo aver completato gli interventi sul sistema a secco, Seby Torrisi si dedica al ripristino dei collegamenti elettrici. Grazie ad un segno a matita sulla lastra, realizza un foro nella controparete abbastanza grande da far passare i fili elettrici convogliati nel corrugato. Interrotta l’alimentazione dell’impianto, collega i cavi alla presa prima di fissarla alla parete con semplici viti da legno; il maker siciliano utilizza la stessa tecnica per installare nuovamente il supporto per la mola smerigliatrice e realizzare una piccola modanatura in legno fissando dei listelli attorno al profilo della controparete.  

 

I prodotti Saint-Gobain utilizzati 

Seby Torrisi ha realizzato gli interventi sopra descritti impiegando diversi prodotti e materiali presenti nel catalogo di Saint-Gobain Italia: 

  • Profili in acciaio zincato Gyproc OMEGA 
  • Profili in acciaio zincato Gyproc OMEGA 
  • Lastre di cartongesso Gyproc Habito® Forte, pannelli con nucleo ad elevata densità, formato da gesso additivato con fibre di vetro. Ciò conferisce al prodotto un notevole grado di durezza superficiale e una spiccata resistenza meccanica, ai carichi e al fuoco; 
  • Viti autofilettanti per lastre ad alta densità Gyproc, specifiche per uso interno; 
  • Stucco a base gesso Gyproc EVOPLUS 60 per la stuccatura dei giunti, delle teste delle viti e delle intersezioni con altre strutture; 
  • Nastro in carta microforata Gyproc MARCO® SPARK-PERF® per il trattamento dei giunti tra lastre di cartongesso: è in grado di aumentare la resistenza alla trazione e, grazie alla rugosità superficiale, trattiene meglio lo stucco; 
  • Primer di preparazione weberprim RA13, un prodotto di sottofondo a base di acqua ideale per i supporti in cartongesso; 
  • Idropittura traspirante per interni weberdeko extra, applicabile anche su intonaco e rasatura. 

Come realizzare una parete divisoria in cartongesso per zona doccia e/o sanitari 

Il bagno è tra gli ambienti domestici che richiedono più di frequente interventi di ristrutturazione, tanto per motivi estetici quanto funzionali. Non di rado, un restyling radicale implica la ridistribuzione degli spazi interni, mediante la realizzazione di pareti divisorie per i sanitari o il vano doccia. In tal caso, i sistemi a secco rappresentano una risorsa pratica e flessibile per la realizzazione di svariate soluzioni, anche all’interno di un ambiente umido come il bagno.  

Progettare un sistema a secco per il bagno 

Come per qualsiasi altro intervento, anche per la realizzazione di una struttura a secco in bagno è fondamentale approntare un progetto di riferimento. In tal senso, i fattori da valutare sono diversi: gli ingombri dei sanitari (e il relativo spazio utile necessario al loro utilizzo), le dimensioni del piatto del box doccia e, non ultimo, lo spazio complessivamente a disposizione. In base a tali fattori, è possibile decidere la distribuzione di volumi e superfici, individuando le soluzioni più adatte alle proprie esigenze. 

Utensili e materiali occorrenti 

I materiali necessari per allestire una parete divisoria in cartongesso impermeabile e finita con piastrelle all’interno di un bagno sono: 

  • Lastre in cartongesso; 
  • Profili metallici a ‘U’; 
  • Viti autofilettanti; 
  • Tasselli ad espansione; 
  • Nastro biadesivo in polietilene; 
  • Stucco per cartongesso; 
  • Nastri di rinforzo per il trattamento dei giunti; 
  • Primer di preparazione per cartongesso; 
  • Guaina impermeabilizzante elasto-cementizia; 
  • Rete in fibra di vetro; 
  • Paraspigoli in acciaio; 
  • Accessori per l’impermeabilizzazione; 
  • Colla cementizia; 
  • Mattonelle; 
  • Stucco per fughe. 

Per quanto riguarda gli utensili, è indispensabile avere a disposizione: 

  • Metro (analogico o laser); 
  • Cutter per lastre di cartongesso; 
  • Cesoia o mola da taglio per sagomare i profili a ‘U’; 
  • Trapano avvitatore; 
  • Cazzuola e spatola; 
  • Matita; 
  • Livella (analogica, digitale o laser). 

Come realizzare la struttura 

La parete divisoria del box doccia va realizzata seguendo lo stesso ciclo d’intervento di qualsiasi altra struttura a secco. Dopo aver effettuato le misurazioni necessarie, si procede come segue: 

  • Tagliare i profili metallici a ‘U’ su misura; 
  • Applicare il nastro biadesivo sulla parte esterna dei laminati per fissare questi ultimi al pavimento e alla parete; 
  • Vincolare i profili a ‘U’ ai supporti in muratura, utilizzando i tasselli ad espansione; 
  • Sagomare i profili metallici per ottenere i montanti interni; questi ultimi vanno vincolati all’intelaiatura mediante apposite viti filettate; 
  • Tagliare le lastre di cartongesso su misura, servendosi del cutter; 
  • Vincolare i pannelli in cartongesso al telaio metallico, utilizzando viti apposite. 

Finitura e impermeabilizzazione 

Per implementare la finitura della parte esterna della parete del box doccia è necessario anzitutto stuccare le teste delle viti; successivamente, va effettuato il trattamento dei punti di giunzione tra le lastre, applicando un nastro di rinforzo in carta microforata. Contemporaneamente, è possibile applicare – ove necessario – dei paraspigoli in acciaio, inglobandoli con lo stucco. Dopo aver atteso l’asciugatura, è possibile trattare le superfici con un primer di preparazione e tinteggiare con un’idropittura per interni. 

La parte interna al box doccia, invece, necessita di un ciclo di impermeabilizzazione da realizzare mediante i seguenti passaggi: 

  • Applicare gli accessori per l’impermeabilizzazione agli angoli del vano che ospiterà il piatto doccia, annegandoli nella guaina elasto-cementizia; 
  • Applicare alle pareti interne del vano doccia due mani di guaina elasto-cementizia tra le quali affogare la rete in fibra di vetro; 
  • Posare il piatto doccia e le piastrelle utilizzando una colla cementizia; 
  • Stuccare le fughe. 

Quali materiali Saint-Gobain utilizzare 

Per la realizzazione di una parete divisoria per box doccia in cartongesso, è possibile attingere al catalogo di Saint-Gobain Italia per reperire tutti i materiali necessari: 

  • Profili metallici Gyproc Gyprofile, laminati metallici anticorrosivi, dielettrici e antifingerprint; 
  • Nastro biadesivo in schiuma di polietilene reticolata Gyproc; 
  • Pannelli in cartongesso Gyproc Hydro e Hydro H1, lastre idrorepellenti a ridotto assorbimento d’acqua, oppure lastre ad alta resistenza meccanica Gyproc Habito® Forte Hydro;