Vetro basso emissivo. Cos’è?

vetro basso emissivo

L’efficienza energetica è sempre più al centro dell’attenzione nella progettazione di edifici residenziali e non. Un edificio efficiente, infatti, consente di evitare spreco di risorse salvaguardando l’ambiente, e di ottenere un maggior comfort abitativo.

Tra i vari elementi che svolgono un ruolo importante nel bilancio energetico di un edificio non possiamo non citare le finestre, e di conseguenza i vetri con cui vengono realizzate, che possono causare dispersione di calore verso l’esterno durante la stagione invernale.

Per ottenere un comfort termico ottimale è quindi fondamentale prendere in considerazione alcuni aspetti, in fase di progettazione: trasmittanza termica, trasmissione luminosa e fattore solare. Le vetrate isolanti top di gamma, caratterizzate da un vetro basso emissivo, costituiscono la scelta migliore.

A cosa serve il vetro basso emissivo?

Il vetro basso emissivo è un vetro isolante in grado di raggiungere elevati livelli di isolamento termico, con riduzione della trasmittanza termica, grazie a una struttura e a un trattamento particolare. Il vetro di partenza è un vetro float a cui vengono aggiunti diversi tipi di strati di deposito (coating) che permettono di ridurne l’emissività, ossia la capacità di disperdere calore verso l’esterno in inverno.

Il valore dell’emissività viene dato in base al rapporto di calore emesso da un materiale specifico rispetto a un corpo nero, su una scala che varia da 0 a 1. Un corpo nero ha un’emissività pari a 1, mentre un riflettore perfetto ha un’emissività pari a 0. In questo range di valori, i vetri float si aggirano solitamente intorno a un grado di emissività di 0.89, mentre i vetri basso emissivi si caratterizzano per un grado di emissività al disotto della soglia 0.10.

Le caratteristiche di un vetro basso emissivo

Il vetro basso emissivo è un vetro selettivo unidirezionale in grado di garantire un buon equilibrio energetico ed è caratterizzato da:

  • una trasmissione di luce elevata,
  • un valore di trasmittanza termica basso,
  • un buon controllo solare,
  • un ottimo aspetto estetico.

Il vetro basso emissivo di alta gamma Saint-Gobain

Saint-Gobain Italia ha sviluppato una gamma innovativa di vetri basso emissivi per il mercato residenziale, caratterizzati da doppio strato di argento e da un processo magnetronico sottovuoto.

Il vetro PLANITHERM® INFINITY abbina alle caratteristiche del basso emissivo a un buon controllo solare, creando un vetro selettivo con un indice di selettività (1,9 TL/g), e un’altissima trasmissione luminosa (TL=72%) che lo rende perfetto per chi cerca una soluzione di eccellenza per il mercato residenziale.

Per i climi più caldi o comunque per quegli edifici principalmente esposti a Sud e a Ovest, le finestre equipaggiate con PLANITHERM® INFINITY sono la soluzione ideale per raggiungere un’altissima efficienza energetica, riducendo i consumi per il raffrescamento estivo pur mantenendo un’elevata luminosità degli ambienti interni.

vetro bassa emissione

PLANITHERM® INFINITY ORAÉ®: il primo vetro a bassa impronta di carbonio

È possibile realizzare un vetro basso emissivo e a basso impatto ambientale? La risposta di Saint-Gobain Italia è ORAÉ®, un substrato innovativo prodotto nello stabilimento di Pisa, ottenuto con un processo produttivo con emissioni di CO2 ridotte del 42% rispetto al vetro standard, a parità di prestazione tecniche, qualitative ed estetiche (un’impronta di carbonio di soli 6,64 kg CO2 eq./m2, riferimento spessore 4 mm) .

Il settore edile è responsabile del 40% delle emissioni annue di anidride carbonica a livello globale. Uno degli obiettivi di Saint-Gobain è da sempre quello di proporre soluzioni innovative in grado di rendere il settore edile sempre più sostenibile. Per ottenere un substrato come ORAÉ®, a bassa impronta di carbonio, Saint-Gobain ha lavorato in stretto contatto con i fornitori della filiera del vetro per ottenere il 64% di materiale riciclato, utilizzando il 100% di energia elettrica da fonti rinnovabili, pur mantenendo le elevate caratteristiche estetiche e tecniche del prodotto standard.

ORAÉ® è il primo e unico vetro piano a bassa impronta di carbonio dotato di Certificazione Ambientale di Prodotto (EPD, documento riassuntivo dell’analisi LCA) per gli spessori di 4,6,8 e 10 mm, ed è conforme a tutti i Protocolli e Standard di Sostenibilità Ambientale (LEED, BREEAM, WELL, CAM).

Le caratteristiche innovative del nuovo substrato sono state associate al prodotto di punta della gamma Saint-Gobain per realizzare il nuovo PLANITHERM® INFINITY ORAÉ®, la risposta alle esigenze per il mercato residenziale e terziario, dove le vetrate e le finestre diventano sempre più di grandi dimensioni e richiedono caratteristiche tecniche sempre più performanti.

Impermeabilizzazione coperture: come scegliere il sistema più adatto

impermeabilizzazione coperture

L’impermeabilizzazione delle coperture riveste un’importanza cruciale nell’ambito dell’edilizia: non solo preserva l’integrità strutturale degli edifici, ma ne assicura anche la durabilità nel tempo.

Il contatto tra acqua e opera edilizia è una delle maggiori problematiche da prendere in considerazione in tutte le fasi del progetto. Più del 50% dei fenomeni legati al degrado degli edifici è da associare ad un’errata progettazione o a una cattiva esecuzione dell’impermeabilizzazione delle coperture. Le infiltrazioni d’acqua, dovute a una copertura non adeguatamente impermeabilizzata, possono infatti causare danni strutturali significativi che possono richiedere onerosi interventi di riparazione, o addirittura mettere a repentaglio la sicurezza dell’edificio.

A seconda del progetto, della tipologia di copertura e di edificio, esistono differenti sistemi per l’impermeabilizzazione che possono essere scelti in funzione di alcuni aspetti principali:

  • la tipologia di struttura;
  • la provenienza dell’acqua rispetto alla collocazione dello strato impermeabile;
  • la natura del supporto.

Impermeabilizzare con le membrane bitume-polimero

Le guaine bituminose, chiamate anche membrane bitume-polimero, sono materiali compositi, composti da due elementi principali:

  • il compound bituminoso, ossia bitume modificato con polimeri termoplastici;
  • il supporto, ossia l’armatura della membrana, composta da materiali differenti come velo vetro, poliestere o una combinazione di entrambi.

Compound bituminoso e supporto lavorano in sinergia per offrire un’ottima impermeabilizzazione caratterizzata da elevate resistenze meccaniche. La tipologia del bitume e la qualità dell’armatura permettono di creare un’ampia gamma di soluzioni con caratteristiche differenti, da valutare e scegliere in base alla tipologia di copertura da impermeabilizzare.

Impermeabilizzare con le membrane liquide poliuretaniche

Le impermeabilizzazioni delle coperture eseguite grazie all’utilizzo di sistemi poliuretanici liquidi ad applicazione a freddo permettono di realizzare uno strato continuo elastico e resistente che consente di aumentare la durabilità della struttura, riuscendo ad assecondarla nelle sue deformazioni.

Grazie alle membrane liquide poliuretaniche monocomponenti è possibile creare uno strato impermeabile senza interruzioni basato sulla reazione delle resine poliuretaniche con l’umidità presente nell’aria (polimerizzazione igrodurente). Questa tipologia di membrana si caratterizza per:

  • elevate prestazioni;
  • facilità di applicazione, senza uso di fiamme libere;
  • resistenza al gelo e a temperature estremamente elevate, senza perdere le proprie caratteristiche;
  • resistenza ai raggi UV;
  • elevata adesione alla maggior parte del supporto.

Le guaine liquide poliuretaniche permettono di intervenire su coperture e strutture molto differenti tra loro, come tetti piani e inclinati, lastrici solari, coperture continue industriali, balconi e terrazzi, giardini pensili, parcheggi, stadi e tribune.

Impermeabilizzare con le guaine liquide elasto-bituminose

Le guaine elasto-bituminose sono liquide in fase di applicazione e, una volta terminate le lavorazioni, diventano un manto solido, continuo e impenetrabile. Infatti, attraverso il processo di polimerizzazione del prodotto liquido, si ottengono legami tra molecole compatibili sviluppando così una perfetta adesione nei confronti del supporto.

Questo tipo di guaine si caratterizza per:

  • ottima adesione al sottofondo;
  • elevata elasticità;
  • elevata versatilità;
  • assenza di punti di giunzione-saldatura.

Impermeabilizzare con le guaine elasto-cementizie

Le guaine elasto-cementizi sono in grado di coniugare perfettamente la resistenza del cemento con la flessibilità del componente polimerico con l’obiettivo di adattarsi al meglio a qualsiasi situazione. Il cemento, infatti, apporta resistenza meccanica all’impermeabilizzante, mentre il legante polimerico ne conferisce elasticità, aumentando l’adesione ai supporti.

Questo tipo di guaina si caratterizza per:

  • elevato crack bridging;
  • facilità di applicazione;
  • ampia versatilità.

sistemi per impermeabilizzazione

I prodotti Saint-Gobain per un’impermeabilizzazione affidabile e duratura

La gamma di prodotti Saint-Gobain rappresenta un punto di riferimento nel settore edilizio per l’impermeabilizzazione delle coperture. Dai rivestimenti flessibili alle membrane autoadesive, Saint-Gobain offre soluzioni progettate per garantire prestazioni eccellenti e una durata nel tempo. Con una vasta gamma di sistemi disponibili, è fondamentale selezionare la soluzione più adatta alle specifiche esigenze:

I prodotti Saint-Gobain, grazie alla loro comprovata efficacia e affidabilità, rappresentano una scelta eccellente per un’efficace impermeabilizzazione delle coperture.

Saint-Gobain Selection 2023: raccolta dei migliori interventi realizzati in Italia

Saint-Gobain Selection

Giunto alla terza edizione, Saint-Gobain selection è il progetto editoriale che raccoglie le migliori realizzazioni italiane pubblicate sul portale di referenze Gallerylive.it. Uno strumento particolarmente efficace per mostrare il contributo che le soluzioni multimateriali del nostro Gruppo offrono per conciliare sempre di più comfort abitativo ed elevate prestazioni, risparmio energetico e riduzione dei consumi.

Il progetto, nato sulla scia del portale di referenze www.sg-gallerylive.it, rientra perfettamente nell’ambizioso obiettivo del Gruppo Saint-Gobain di diventare, oggi più che mai, il punto di riferimento per il mercato delle costruzioni sostenibili, legato ad un nuovo modello di sviluppo architettonico che, a fronte di una situazione ambientale generale sempre più preoccupante, deve definire strategie progettuali in grado di sviluppare tecnologie costruttive all’avanguardia e promuovere pratiche edilizie con un impatto sempre minore sul pianeta. Le realizzazioni sono studiate, fin dalla fase di progettazione, per ottenere il benessere di chi vive gli edifici, sempre con un occhio di riguardo verso i temi della sostenibilità ambientale e del risparmio energetico.

Con la pubblicazione di alcuni tra i più rappresentativi progetti realizzati sul territorio italiano, suddivisi in diverse destinazioni d’uso e sezioni tematiche, vogliamo ancora una volta dimostrare come i marchi di Saint-Gobain, grazie alla loro integrazione, siano in grado di contribuire alla costruzione ed alla riqualificazione del nostro patrimonio edilizio, per garantire il benessere delle persone in un’ottica sostenibile.

Comfort acustico negli alberghi: il benessere dei clienti in primo piano

comfort acustico alberghi

L’esperienza di un ospite in un hotel va ben oltre la comodità del letto, la particolarità dell’arredo e la qualità del cibo. Il comfort acustico svolge un ruolo cruciale nel determinare la soddisfazione dei clienti di una struttura ricettiva: tranquillità, relax e privacy sono caratteristiche fondamentali per la scelta di un albergo, anche per soggiorni di una notte sola.

Nell’industria alberghiera, l’isolamento acustico delle camere e degli spazi comuni è diventato un elemento di differenziazione competitiva, perché è uno dei fattori che più impattano sulla qualità del soggiorno. Lo dimostrano le recensioni degli utenti: i rumori provenienti dalla strada, dalle stanze adiacenti e dai corridoi possono rendere poco piacevole (se non insonne) una notte in albergo.

Fonti di rumore negli alberghi: riconoscerle per gestirle correttamente

Il primo passo per progettare un buon isolamento acustico di un albergo è riconoscerne le fonti di rumore, mettendosi nei panni dei clienti e cercando di individuare anche il minimo crepitio.

Procediamo con ordine e partiamo con il riconoscere le fonti di rumore che arrivano dall’esterno:

  • la vicinanza di una strada pubblica;
  • la strada privata che porta fino alla struttura;
  • il parcheggio;
  • gli spazi comuni all’aperto (come piscina, giardino, aree esterne attrezzate con tavolini per bar e ristorante);
  • gli impianti di ventilazione (motori unità trattamento aria e condizionatori);
  • eventuali esercizi pubblici nelle vicinanze.

Per poi passare alle fonti di rumore interne:

  • le stanze occupate dagli ospiti e i relativi bagni;
  • i corridoi, le scale e gli ascensori;
  • le cucine, il bar e le altre sale ad uso del personale;
  • gli impianti di ventilazione (canalizzazioni e bocchette)
  • le parti comuni come le sale per colazione, pranzo e cena, ma anche i salottini interni e la palestra;
  • la hall di ingresso e la reception.

Per un buon comfort acustico degli alberghi è quindi necessario procedere con la progettazione dell’isolamento acustico delle facciate e delle partizioni interne, il livello sonoro di calpestio, l’assorbimento acustico e la progettazione degli impianti di ventilazione.

isolamento acustico alberghi

Normativa sull’isolamento acustico negli alberghi

La normativa di riferimento per individuare le caratteristiche di isolamento acustico nelle strutture ricettive è il D.P.C.M. del 5 dicembre 1997, che stabilisce limiti minimi di fonoisolamento R’w, di isolamento acustico standardizzato di facciata normalizzato rispetto al tempo di riverberazione (D2m,nT,w), di livello sonoro da calpestio (L’n,w) e di tempo di riverbero. Tali valori sono da misurare in opera e sono diversificati secondo la destinazione d’uso dell’edificio. Per quanto riguarda edifici adibiti ad alberghi, pensioni ed attività assimilabili, classificati come categoria C, i requisiti acustici sono riportati nella tabella A e corrispondo a:

R’w = 50 dB

D2m,nT,w = 40 dB

L’n,w = 65 dB

Sulla base dei parametri definiti dalla norma è quindi fondamentale progettare con attenzione l’isolamento e l’assorbimento acustico per:

  • pareti divisorie interne;
  • pareti perimetrali;
  • contropareti interne;
  • controsoffitti continui e modulari a rivestimento di solai esistenti;
  • canalizzazione impianti di ventilazione

Soluzioni innovative per l’isolamento acustico degli alberghi

Scegliere materiali di qualità, certificati e affidabili è fondamentale per ottenere un comfort acustico elevato e rendere piacevole l’esperienza di ogni ospite. Saint-Gobain Italia offre soluzioni innovative e sostenibili, perfette per il settore alberghiero e in grado di soddisfare le più severe normative ed esigenze in ambito alberghiero, sia nel caso di riqualificazione di ristrutturazione di edifici esistenti, sia per nuove progettazioni e costruzioni.

Per ottenere pareti divisorie e contropareti atte a garantire un buon isolamento acustico delle camere d’albergo, i sistemi che utilizzano le lastre Gyproc DuraGyp Activ’Air® sono la soluzione ideale, tra le più versatili in termini di applicazioni e destinazioni d’uso. Sono lastre di tipo speciale con incrementata densità del nucleo e con gesso additivato con fibre di vetro e fibre di legno. Queste caratteristiche conferiscono al prodotto un grado elevato di durezza superficiale e di resistenza meccanica. Inoltre, la tecnologia Activ’Air® permette alla lastra di assorbire e neutralizzare fino al 70% della formaldeide presente nell’aria degli ambienti interni.

Per gli spazi comuni e di ristoro, la realizzazione di controsoffitti continui e modulari permette di migliorare il comfort acustico, con particolare attenzione anche per la valenza estetica. Le lastre in cartongesso Saint-Gobain a marchio Gyproc e i pannelli in lana di vetro Isover 4+ sono l’alleato perfetto per questo tipo di lavorazioni. La lana di vetro Isover 4+, infatti, è la soluzione ideale per l’isolamento degli interni: prodotta in Italia a partire da sabbia e vetro riciclato, con un legante a base di materie prime rinnovabili, garantisce benessere e sostenibilità.

Gli impianti di ventilazione sono una delle principali cause di disturbo uditivo e su tali impianti vanno concentrati gli sforzi per la riduzione e l’abbattimento delle emissioni sonore. I prodotti Isover CLIMAVER® A2 NETO rappresentano la soluzione ottimale per la costruzione di sistemi per la distribuzione dell’aria in impianti di riscaldamento, ventilazione e condizionamento che assicurano, grazie all’esclusivo rivestimento interno in tessuto neto, le migliori prestazioni in termini di assorbimento acustico senza diminuire le qualità di reazione al fuoco.

Anche vetrate e finestre fanno la loro parte nel regalare comfort acustico agli ospiti di un albergo. STADIP SILENCE® è il vetro stratificato acustico Saint-Gobain che permette di aumentare l’isolamento acustico delle camere d’albergo contro i rumori che si propagano per via aerea e i rumori da impatto: infatti è in grado di ridurre di 3dB l’acustica rispetto al vetro stratificato di pari spessore.

Saint-Gobain mette anche a disposizione un documento di approfondimento sulle nuove tendenze dell’hôtellerie in merito a comfort e sostenibilità. Leggi lo Speciale alberghi 2023 e scopri come sono stati utilizzati i prodotti Saint-Gobain per migliorare il comfort acustico di alcuni degli alberghi più belli d’Italia.

Colore Pantone 2024, spunti di utilizzo in arredamento

Colore Pantone 2024

Ogni dicembre, da 24 anni, Pantone annuncia il Colore dell’anno. Un colore scelto sulla base di lunghe ricerche, analisi e previsioni di esperti, per rappresentare il momento in cui ci si trova e ispirare le persone, in campo creativo ma anche nella vita quotidiana.

I colori Pantone degli ultimi 4 anni sono stati:

2020: Classic Blue, un blu solido e rassicurante che stimola calma e sicurezza;

2021: Ultimate Gray e Illuminating, un connubio cromatico di grigio e giallo che manda un messaggio di forza e speranza;

2022: Very Peri, una tonalità dinamica di blu pervinca con un sottotono viola rosso, un colore che incoraggia la creatività;

2023: Viva Magenta, un rosso cremisi ispirato alla natura, pensato per promuovere la sperimentazione e l’espressione di sé.

Ma qual è il colore Pantone 2024? È il Peach Fuzz 13-1023

Come viene scelto il colore Pantone dell’anno?

A capo del team di analisi c’è Leatrice Eiseman, consulente per Pantone dal 1985, e massima esperta nel campo dei colori. Eiseman, insieme a un team formato da persone provenienti da diverse parti del mondo, visita musei, negozi, mercati, ristoranti; osserva le palette di film, delle serie tv e dei cartoni animati; analizza quanto accade nel campo della moda, del design e dell’architettura; ascolta e analizza trend social, temi sociali, tematiche virali…

Il Pantone of the year rappresenta quella tinta che influenzerà il mondo del design, della moda, dell’arredamento e dell’arte per i 12 mesi successivi, ma che è anche in grado di cogliere “lo spirito del tempo” e di dare una risposta emotiva ai bisogni del momento.

colore pantone anno 2024

Peach Fuzz: il colore Pantone dell’anno per il 2024

Peach Fuzz 13-1023 è il colore Pantone del 2024. Un color rosa pesca morbido e delicato, che vuole rappresentare la capacità e il desiderio di prendersi cura di sé stessi e degli altri.

“Cercando una tonalità che riecheggiasse il nostro innato desiderio di vicinanza e connessione, abbiamo scelto un colore che irradia calore ed eleganza moderna. Una tonalità che risuona con la compassione, offre un abbraccio tattile e unisce senza sforzo la giovinezza con l’intramontabilità”. Queste le parole di Leatrice Eiseman, Executive Director di Pantone Color Institute™, che spiegano come è nata la scelta del team di ricerca.

Peach Fuzz vuole rappresentare empatia, compassione e desiderio di pace; è il colore perfetto per rappresentare i momenti di tranquillità regalati a sé stessi e alle persone che ci stanno vicine. Questa tonalità di pesca avvolgente e calda vuole condividere un messaggio di gentilezza, regalando una sensazione, quasi tattile, di morbido abbraccio.

peach fuzz arredamento

Colore Pantone Peach Fuzz in arredamento: come usarlo

Il colore Pantone 2024 Peach Fuzz suscita sentimenti di calore avvolgenti, per questo si adatta perfettamente ai più moderni progetti di interior design, volti a rendere confortevoli ed accoglienti gli ambienti di casa.

Elegante e quasi impalpabile, il Peach Fuzz si presta perfettamente per scaldare gli ambienti più moderni, ma si adatta perfettamente anche alle case più classiche, grazie alla sua allure vintage. Utilizzato a tutta parete o come piccolo richiamo di colore in alcune stanze, si abbina perfettamente agli elementi d’arredo più lineari ma anche a quelli più complessi o che si ispirano al design organico. Perfetto per far risaltare nuance come il bianco e il legno, si adatta anche a palette più originali e può essere accostato al verde, al cotto, al viola e al grigio. Le stanze in cui è più semplice usarlo sono sicuramente il soggiorno e la camera da letto, ma anche in cucina e in bagno può aiutare a creare un ambiente accogliente.

Saint-Gobain Italia offre una vasta gamma di idropitture per interni della linea weberpaint, formata da prodotti ad alte prestazioni, che permettono di realizzare finiture di alta qualità, tinteggiabili in oltre 1950 colori, anche di ispirazione ai colori Pantone dell’anno.

4 consigli per evitare umidità e muffa nel bagno cieco

muffa bagno cieco

Dotare la propria abitazione di un secondo bagno è un’esigenza molto diffusa e comprensibile per gestire al meglio la quotidianità della famiglia. Ma per questioni di spazio ridotto e di struttura dell’abitazione, spesso è necessario ricorrere alla progettazione e alla realizzazione di un bagno cieco, ossia un bagno privo di finestre.

I bagni ciechi sono spesso una sfida architettonica in termini di illuminazione naturale e di ventilazione. Se i problemi di luminosità sono facilmente aggirabili con un buon progetto di illuminotecnica, quelli di ventilazione e umidità da condensa hanno bisogno di maggior attenzione, per prevenite ed evitare la formazione di muffa.

1. Sistemi di areazione: l’importanza del ricambio d’aria

In un bagno cieco, l’areazione artificiale è essenziale: l’installazione di un sistema di areazione efficace aiuta a creare un corretto ricircolo d’aria e a rimuovere l’umidità dall’ambiente. Ventilatori e estrattori devono essere dimensionati correttamente in base alla grandezza del bagno. Scegliere dispositivi a basso consumo energetico non solo migliora l’efficienza, ma contribuisce anche all’eco-sostenibilità dell’ambiente.

umidità bagno cieco

 

2. Rivestimenti a parete: tra funzionalità ed estetica

I rivestimenti a parete svolgono un ruolo cruciale nel prevenire la formazione di muffa nel bagno cieco: è fondamentale scegliere materiali resistenti, come piastrelle ceramiche o resine specifiche, e rivestire le pareti fino al soffitto, evitando di lasciare porzioni scoperte per proteggere il muro dall’umidità. Oltre ad essere funzionali per prevenire lo sviluppo di muffe, i rivestimenti contribuiscono all’estetica complessiva del bagno, aiutando a rendere l’ambiente luminoso e accogliente, se si opta per colori chiari.

3. Pittura antimuffa: protezione a lungo termine per il bagno cieco

Una pittura antimuffa di qualità rappresenta un alleato prezioso nella lotta contro l’umidità e la proliferazione di batteri nei bagni ciechi.

Saint-Gobain Italia soluzioni adatte ad ogni esigenza:

  • weberpaint protect: un’idropittura lavabile traspirante pensata per ambienti ad elevato tasso di umidità come bagni e cucine; dotata di additivi specifici ad ampio spettro d’azione in grado di prevenire la formazione di muffe e funghi. L’idropittura weberpaint protect è facile da applicare e perfetta per realizzare finiture uniformi opache, adatte a qualsiasi design.
  • weberpaint defence: un’idropittura traspirante ad alta copertura, resistente all’aggressione di muffe e funghi; dotata di additivi specifici atti a prevenire la formazione di muffe e funghi. È ideale per ambienti con elevata umidità dell’aria e predisposti alla formazione di muffe. Si caratterizza per una resa elevata e per finiture uniformi particolarmente opache.

Entrambi i prodotti si adattano perfettamente a qualsiasi esigenza di design: sono tinteggiabili con sistema tintometrico webercolorlook, che permette di ottenere innumerevoli sfumature di colore.

4. Isolamento termico del bagno cieco: per il massimo confort

Anche lo scarso isolamento termico delle pareti può favorire la formazione di condensa e muffa nel bagno cieco. La presenza di mura fredde rivolte verso l’esterno o l’esposizione a nord, che non permette di scaldare le mura perimetrali, possono incorrere nella formazione di muffa a causa dell’aria calda e umida che si deposita su una parete fredda.

Un corretto isolamento termico delle pareti perimetrali, con prodotti di alta qualità, permette di prevenire la formazione di muffa sulle pareti del bagno cieco, al fine di mantenere un ambiente salubre e curato.

Tutte le tendenze arredamento per il 2024

tendenze arredamento 2024 vetrate

Il mondo dell’arredamento è in costante evoluzione e il 2024 promette di portare con sé una serie di tendenze affascinanti e innovative. Dal design sostenibile all’uso creativo del colore, ecco un’approfondita analisi delle tendenze che plasmeranno gli interni nel prossimo anno.

Divisori in vetro: un’elegante soluzione di design

I divisori in vetro, tra le tendenze più radicali del 2024, stanno rivoluzionando la concezione degli spazi. Oltre a conferire un tocco di eleganza agli interni, offrono un modo sofisticato e contemporaneo di separare gli ambienti, garantendo al contempo la massima luminosità. Perfette per separare la cucina a vista dal soggiorno, ma anche per creare nuovi spazi eleganti nel bagno patronale o create un ambiente dedicato ad un piccolo studio in un open space, le pareti divisorie in vetro si sono diffuse negli scorsi anni e stanno prendendo sempre più piede nei nuovi progetti residenziali.

La realizzazione di pareti divisorie in vetro richiede l’utilizzo di prodotti di altissima qualità, sia per una resa estetica adeguata al progetto, sia per garantire un livello di sicurezza elevato. Saint-Gobain Glass offre soluzioni di alta qualità, in grado di attarsi a innumerevoli progetti e necessità:

  • Stadip® Protect: vetro stratificato di sicurezza, composto da due o più lastre di vetro unite tra loro;
  • Stadip® Silence: la soluzione ideale per l’isolamento acustico dai rumori che si propagano per via aerea e i rumori da impatto, con le medesime caratteristiche di sicurezza del precedente;
  • Mirastar®: vetro a effetto specchio temprabile, perfetto per chi vuole giocare con la riflessione dello specchio senza rinunciare a una privacy elevata.

Tendenze colore interni 2024: audacia e sperimentazione

Il 2024 vedrà un’iniezione di audacia e vitalità nelle scelte cromatiche per le pareti interne. Le protagoniste del prossimo anno saranno tonalità decise come:

  • il verde prato, evocativo della natura rigogliosa,
  • il blu notte, che richiama le sfumature del cielo stellato,
  • il terracotta, che scalda l’ambiente con un forte richiamo alla terra e alla natura,
  • il rosa, anche nelle sfumature più intense,
  • il giallo, che regala luminosità e vitalità a qualsiasi stanza.

Le nuove idropitture per interni a marchio Weber, con la loro vasta gamma di colori vibranti, permetteranno di personalizzare gli spazi, creando ambienti che riflettono personalità e stile, ottenendo colori unici e audaci.

tendenze colori interni 2024

Ecodesign e materiali sostenibili: per un futuro più verde

L’ecosostenibilità sarà al centro delle tendenze arredamento nel 2024, segnando un importante passo verso un futuro più verde e responsabile. La crescente consapevolezza ambientale spinge i consumatori a cercare materiali sostenibili per arredare le proprie case: legno riciclato, metallo proveniente da fonti certificate e tessuti organici diventano le scelte preferite. L’utilizzo di materiali sostenibili non solo riduce l’impatto ambientale, ma aggiunge anche un tocco di autenticità e calore a qualsiasi spazio.

La tendenza all’utilizzo di materiali ecosostenibili non riguarda solo i complementi d’arredo, ma anche la fase di progettazione di costruzione, al fine di ottenere edifici sempre più “ecologicamente responsabili”, grazie alla scelta di materiali per un’edilizia a basso impatto ambientale.

Mix di stili: un’espressione di creatività

La parola d’ordine per le tendenze per la casa 2024 è: personalità. La fusione di stili diversi, perfetti per esprimere la propria creatività e il proprio carattere, sarà la tenenza più diffusa nel 2024. L’incrocio di elementi vintage e moderni, minimalismo e lusso, colori vivaci ed elementi neutri, darà vita a spazi unici e accattivanti. Questa mescolanza di estetiche e periodi storici permette di creare ambienti personalizzati che raccontano storie e emozioni.

Le tendenze in arrivo per il prossimo anno, infatti, promettono di soddisfare una vasta gamma di gusti e preferenze. Sia che siate amanti del minimalismo o dell’eleganza classica, il 2024 offre opportunità straordinarie per esprimere la vostra creatività attraverso l’arredamento. Siate audaci, sperimentate e trasformate i vostri spazi in rifugi personalizzati e ispiranti, immersi nelle tendenze avvincenti e all’avanguardia.

Pensiline in vetro: una guida per la scelta tra stile, funzionalità e innovazione

pensiline in vetro

Le pensiline in vetro incarnano l’unione tra funzionalità e design nel mondo dell’architettura contemporanea. Sono un elemento architettonico versatile, in grado di unire eleganza e praticità, adatto sia ai progetti residenziali che a quelli commerciali, con una specifica funzione, ma anche in grado di abbellire e dare carattere a un ingresso, aggiungendo un tocco di raffinatezza e modernità all’architettura.

A cosa servono le pensiline in vetro?

Le pensiline in vetro sono strutture trasparenti realizzate per lo più con lastre di vetro temprato o stratificato di sicurezza, sostenute da supporti che possono variare in base al design e alla funzionalità desiderati. Questi eleganti elementi architettonici sono ampiamente utilizzati in una serie di applicazioni, inclusi ingressi residenziali e commerciali, fermate degli autobus, stazioni ferroviarie e persino stadi, e hanno alcune caratteristiche che le contraddistinguono:

  • proteggono dalle intemperie, fornendo riparo da pioggia, neve, grandine e sole eccessivo, migliorando il comfort degli utenti;
  • garantiscono elevata luminosità: la trasparenza del vetro, infatti, permette alla luce naturale di penetrare, creando aree luminose e accoglienti;
  • sono sicure e resistenti, grazie all’utilizzo di vetro temprato, che offre maggiore resistenza agli urti e agli stress termici, e di vetro stratificato di sicurezza, che mantiene la sua integrità anche in caso di rottura.

A seconda della collocazione, della funzione specifica e del design dell’immobile, è possibile progettare pensiline in vetro molto diverse tra loro, con caratteristiche tecniche e materiali differenti.

Pensiline in vetro senza tiranti: leggerezza e stile

Le pensiline in vetro senza tiranti sono un’opzione ideale per chi cerca un design pulito e senza ostacoli visivi. Grazie alla loro struttura autoportante, eliminano la necessità di elementi di supporto aggiuntivi, le pensiline in vetro senza tiranti conferiscono all’ambiente un aspetto aperto e spazioso. Questa soluzione è particolarmente apprezzata per gli ingressi principali di abitazioni moderne e di edifici commerciali, dove l’eleganza incontra la funzionalità.

pensilina in vetro

Fusioni di materiali: pensiline in vetro e ferro

L’unione tra vetro e ferro crea una combinazione di resistenza e raffinatezza. Le pensiline in vetro e ferro sono una scelta popolare per progetti che richiedono una struttura robusta e affidabile, senza rinunciare all’estetica. Questa combinazione permette di sfruttare al massimo le caratteristiche di entrambi i materiali, offrendo un risultato finale che unisce stabilità e bellezza.

Eleganza naturale: pensiline in vetro e legno

Il connubio tra vetro e legno crea un’atmosfera calda e accogliente. Le pensiline in vetro e legno sono perfette per progetti che mirano a creare un ambiente in sintonia con la natura circostante. Questa combinazione offre una soluzione elegante e naturale, ideale per residenze o spazi pubblici in cui si desidera creare un’atmosfera confortevole e rilassante.

Solidità e modernità: pensiline in vetro e acciaio

L’acciaio conferisce robustezza e resistenza strutturale, mentre il vetro aggiunge un tocco di contemporaneità e trasparenza: le pensiline in vetro e acciaio risultano quindi la scelta ideale per chi cerca una struttura solida senza rinunciare allo stile moderno e all’apertura visiva.

I sistemi per esterni Saint-Gobain: eccellenza e affidabilità

In fase di progettazione di una pensilina in vetro è fondamentale affidarsi ad esperti del settore in grado di scegliere l’opzione più funzionale, adatta al design dell’immobile, e di selezionare materiali resistenti ed eleganti.

I sistemi per esterni Saint-Gobain a marchio Logli Massimo S.p.A. offrono soluzioni all’avanguardia che uniscono innovazione, qualità e design. L’ampia gamma di pensiline in vetro è infatti pensata per soddisfare le più svariate esigenze dei professionisti del settore, garantendo un design unico e materiali di alta qualità.

Grazie a un lavoro costante del dipartimento Ricerca e Sviluppo dell’azienda, in collaborazione con i Dipartimentio di Meccanica e Tecnologie Industriali di varie Università, la famiglia di prodotti da esterno è costituita da elementi sempre all’avanguardia e in grado di adattarsi ad ogni progetto.

La Pensilina è il fiore all’occhiello dei sistemi per esterni Logli: un sistema senza tiranti e senza fori nel vetro, caratterizzato da un design minimalista perfetto per ogni contesto e da una facilità di montaggio unica. Questa pensilina in vetro senza fori è tra le più resistenti sul mercato ed è testata per supportare un carico di oltre 300 kg/m2. Infatti, è la prima ad aver ottenuto l’ETA (Valutazione Tecnica Europea). Lumia è invece la versione più evoluta che, rispetto a La Pensilina, consente di creare coperture senza soluzione di continuità, con profondità fino a 1,5m e con la possibilità di aggiungere delle comode strisce a LED per un’illuminazione funzionale e una decorativa.

Il catalogo Logli Massimo è ampio e permette di scegliere tra sistemi da esterni con caratteristiche molto diverse, ad esempio:

  • le pensiline appese con tiranti Canopy Light e Glass Canopy, progettate in modo tale da permettere anche sbalzi di notevoli dimensioni, garantendo sicurezza in linea con le normative vigenti;
  • i sistemi per facciate con connettori Spider Fluido e Fluido Clamp, che si distinguono per le linee morbide e sinuose, e permettono di creare un elemento dal design audace.

Riscaldamento a pavimento: quali massetti radianti scegliere

massetti radianti

I sistemi di riscaldamento a pavimento sono tra i sistemi maggiormente apprezzati e utilizzati per le nuove costruzioni e per le ristrutturazioni di edifici residenziali. Con l’evoluzione delle tecniche di costruzione, infatti, la progettazione di un edificio vede sempre più come protagonista la ricerca di soluzioni confortevoli in grado di migliorare la quotidianità di chi abita la casa, in termini di comfort visivo, acustico, termico e di qualità dell’aria.

Come si ottengono comfort termico e di qualità dell’aria?

Per ottenere un buon comfort termico e di qualità dell’aria, i sistemi di riscaldamento a pavimento sono la scelta ideale, infatti garantiscono:

  • una distribuzione omogenea del calore;
  • un ambiente più pulito;
  • l’assenza di polveri nell’aria;
  • una riduzione di problematiche allergiche.

Come progettare un impianto di riscaldamento a pavimento

Esistono in commercio diverse tipologie di sistemi per impianti radianti a pavimento; possono essere costituiti da un pannello isolante opportunamente sagomato in cui vengono alloggiati i tubi per il passaggio dell’acqua, oppure da un sistema ancorato direttamente al sottofondo. I tubi vengono poi ricoperti da idonei massetti radianti che permettono una facile trasmissione del calore e garantiscono adeguate resistenze meccaniche. Successivamente, si procede con la posa della pavimentazione, che deve essere scelta anche in base allo spessore del materiale e alla sua conducibilità termica. Tra i materiali più indicati e utilizzati, troviamo gres porcellanato, parquet, PVC e laminati.

In fase di progettazione è necessario quindi porre attenzione a tutti gli elementi che compongono l’impianto, in particolare alle caratteristiche del massetto radiante, che può impattare sull’efficienza del sistema radiante.

Massetti radianti: cosa sono? E a cosa servono?

Il massetto, negli impianti radianti a pavimento, costituisce una componente funzionale particolarmente importante: viene collocato sopra un impianto di riscaldamento a pavimento e funge da supporto alla pavimentazione, ripartisce i carichi applicati al pavimento e veicola il calore dai tubi dell’impianto radiante, fino al pavimento. È quindi necessario verificare che il massetto rispetti alcuni requisiti fondamentali come planarità, assenza di crepe, resistenza meccanica e stabilità dimensionale per poter procedere con una posa di qualità.

In fase di progettazione, è inoltre necessario tenere conto di specifici riferimenti normativi sui massetti radianti, in particolare delle norme UNI EN 11855 e UNI EN 1264. Quest’ultima è una norma di prodotto che definisce i requisiti e le prestazioni dei sistemi radianti che i produttori devono seguire ed è stata oggetto di revisione nel corso del 2021. Tra le principali modifiche è da segnalare la definizione di tutte le tipologie di sistema radiante a bassa inerzia e basso spessore (anche senza isolante).

Alcune parti della norma approfondiscono i dettagli di installazione e le caratteristiche che deve avere la progettazione del massetto destinato a rivestire l’impianto radiante a pavimento. Ad esempio, per i massetti cementizi, per natura più soggetti a ritiri idraulici, destinati all’applicazione di rivestimenti in pietra o in ceramica, la norma stabilisce che le zone delimitate da giunti di dilatazione non devono superare i 40 metri quadrati di area e una lunghezza massima di 8 metri. Nel caso di ambienti rettangolari, le zone delimitate da giunti possono superare queste dimensioni, ma con un rapporto massimo sulla lunghezza pari a 2:1.

Un altro punto rilevante della norma definisce lo spessore del massetto sopra tubo o bugna: lo spessore minimo di 30 mm sopra il tubo si applica ai massetti cementizi; in caso di massetti speciali, invece, tale spessore può essere derogato. Pertanto tutti i prodotti specifici dovranno indicare in scheda tecnica quale sia lo spessore minimo sopra il tubo. Lo spessore, infatti, è un aspetto molto importante nella progettazione di un massetto radiante e deve essere calcolato in base alla resistenza meccanica del massetto (in modo particolare la resistenza a flessione), la resistenza a compressione del pannello isolante e la destinazione d’uso dei locali.

Le soluzioni autolivellanti Saint-Gobain

La gamma di massetti Saint-Gobain Italia è composta da prodotti studiati appositamente per l’applicazione sugli impianti a pannelli radianti, con caratteristiche peculiari che si adattano ad ogni esigenza.

weberfloor level 250 è un massetto fluido autolivellante a base di anidrite ad elevata purezza e a ritiro quasi nullo, ideale per le applicazioni in interno in ambito residenziale e commerciale leggero, anche in caso di grandi superfici. Il prodotto è specifico per l’applicazione su sistemi radianti a pavimento a basso spessore di ultima generazione sia ancorati al sottofondo sia con pannello isolante e consente una distribuzione omogenea del calore in superficie.

weberfloor alfa 300 è un massetto fluido autolivellante a base di gesso alfa naturale, ad altissime prestazioni, pensato per applicazioni in interno in ambito residenziale e terziario, anche in caso di grandi superfici, adatto anche in caso di pavimentazioni destinate ad elevato traffico pedonale o al passaggio di carrelli elevatori per movimentazione merci. Grazie alla sua elevata fluidità è ideale per applicazioni su sistemi radianti a pavimento a basso spessore di ultima generazione sia ancorati al sottofondo sia con pannello isolante.

Entrambi i prodotti permettono di ottenere importanti vantaggi di utilizzo:

  • la posa non richiede l’utilizzo di rete metalliche o primer prima dell’applicazione delle colle deformabili S1 ed S2 della linea webercol;
  • sono utilizzabili su qualsiasi tipologia di impianto radiante;
  • assicurano un peso inferiore sul solaio pari a -100% rispetto ai sistemi tradizionali;
  • si caratterizzano per bassa inerzia, in modo da consentire una rapida messa a regime dell’impianto;
  • sono prodotti ecologici, che permettono di ridurre l’impatto ambientale del progetto;
  • sono certificati secondo la normativa europea EN 13813 e hanno ottenuto il marchio GEV_EMICODE: sono classificati, sulla base delle loro emissioni, come EC 1PLUS, ovvero la classe Premium che fissa nuovi criteri ancora più severi.

Tutto quello che serve per una corretta posa delle piastrelle: prodotti e consigli

posa piastrelle

La posa delle piastrelle è un passo cruciale in ogni progetto edilizio e richiede competenza, precisione e l’uso dei prodotti giusti. Che tu sia un professionista del settore o un appassionato di fai da te, ecco i nostri consigli da seguire passo passo e un elenco di tutto quello che serve per una posa impeccabile.

Sottofondi per posa piastrelle: la base è indispensabile

Prima di iniziare la posa delle piastrelle, è essenziale preparare una base solida e uniforme. I sottofondi per la posa delle piastrelle svolgono, infatti, un ruolo fondamentale: riempiono l’intercapedine tecnica degli impianti, uno strato che può essere anche particolarmente spesso, all’interno del quale passano le tubazioni dell’impianto idraulico, di quello elettrico e di altre canalizzazioni.

A seconda delle esigenze specifiche del progetto si possono trovare soluzioni differenti. Tra queste, Saint-Gobain Italia propone il sottofondo da riempimento weberplan IsoLight250, un prodotto di alta qualità a base di cemento alleggerito con sfere vergini di polistirene espanso, in grado di distribuirsi in maniera omogenea nell’impasto.

Come scegliere i massetti per posa piastrelle

Il massetto è quello strato di supporto dei pavimenti che ha lo scopo principale di ripartire i carichi e livellare la superficie, affinché possa accogliere al meglio il rivestimento definito in fase di progettazione. Le caratteristiche tecniche e prestazionali del pavimento, infatti, dipendono strettamente dalle caratteristiche del supporto di posa, dalle sue qualità fisiche e meccaniche, ma anche dalla qualità dell’esecuzione.

Con il marchio Weber, Saint-Gobain Italia propone una serie di massetti per la posa piastrelle, differenti a seconda delle esigenze progettuali. Ad esempio:

  • massetti ad elevata resistenza meccanica, pensati per supportare consistenti traffici pedonali e carrabili, per aree interne o esterne a destinazione residenziale, commerciale o industriale;
  • massetti alleggeriti con argilla espansa, ideali per progetti di ristrutturazione di vecchi edifici o di solai in legno, in quanto adatti ad evitare sovraccarichi;
  • massetti adatti ai sistemi di riscaldamento e raffrescamento a pavimento, caratterizzati da una formula con o senza fibre metalliche che migliorano la conduttività termica.

Per procedere con gli step successivi, in caso di umidità residua del massetto oltre i limiti di norma o se c’è necessità di procedere su un precedente massetto fessurato, è possibile avvalersi della membrana anti-frattura weber decoupling ultra. Questa nuova membrana multistrato è anti-frattura, desolidarizzante, impermeabilizzante e realizzata in tessuto non tessuto; permette il controllo delle fessurazioni, una corretta gestione del vapore e contribuisce ad una maggiore distribuzione di un carico concentrato dalla piastrella al sottofondo.

Consolidamento e preparazione del sottofondo: i primer

Prima della posa di un autolivellante o di un livellante, è fondamentale preparare al meglio il sottofondo, per consolidarlo e rendere uniforme gli assorbimenti, al fine di garantire una perfetta adesione ed evitare i rischi di distacchi nel tempo, ma anche per consolidare sottofondi cementizi deboli. I primer e i preparatori per fondi di posa sono i prodotti più adatti per questa fase di posa piastrelle e Saint-Gobain Italia ne propone diversi, adatti ad ogni esigenza strutturale:

  • i primer a base di resina sintetica: indicati in caso di supporti assorbenti, in grado di uniformare il fondo e offrire un leggero consolidamento superficiale;
  • i primer a base epossidica: perfetti per uniformare gli assorbimenti e creare una vera e propria barriera col fondo, al fine di garantire una posa perfetta anche in caso di autolivellanti decorativi.

Autolivellanti, per una superficie uniforme

Gli autolivellanti sono fondamentali per correggere piccole irregolarità e garantiscono una base uniforme su cui posare le piastrelle. Necessari per un progetto di alta qualità, soprattutto in caso in cui si scelga di posare gres a basso spessore, mosaici, parquet e resine, sono impiegati nella progettazione di pavimentazioni in ambito residenziale, commerciale e industriale. A seconda delle esigenze e delle caratteristiche del progetto, è possibile scegliere tra una vasta gamma weberfloor di livellanti rapidi o autolivellanti.

prodotti posa piastrelle

Colle per posa piastrelle: scegliere quella giusta per il proprio progetto

Il mondo delle colle per piastrelle è ampio e in continua evoluzione. Scegliere la colla giusta per il proprio progetto è fondamentale per ottenere risultati qualità, garantendo resistenza al progetto.

Il catalogo di Saint-Gobain Italia permette di scegliere tra diversi prodotti, perfetti per la posa di piastrelle, marmi e pietre naturali. A seconda delle caratteristiche del progetto è possibile scegliere tra:

  • webercol Progres Top S1 webercol UltraGres Flex: colle prestazionali a deformabilità migliorata, con alto contenuto di resina per garantire un’adesione sicura e un’ottima duratura nel tempo;
  • webercol UltraGres 400, colla cementizia ad alte prestazioni caratterizzata da una elevata lavorabilità e da una consistenza doppia, tixo e fluida, che a seconda del quantitativo d’acqua impiegato per la miscelazione può essere lavorata sia con una consistenza pastosa e morbida, sia con una consistenza semi-fluida che la rende scorrevole e adatta per la posa di gres ceramico a basso spessore o per la posa del mosaico.

L’ultimo step: sigillanti e siliconi

Tra le ultime attività dei lavori di posa piastrelle, ma non ultime per importanza, troviamo la gestione delle fughe e dei giunti di dilatazione, che richiedono una particolare attenzione.

La progettazione corretta delle fughe, infatti, è fondamentale per ottenere un lavoro di qualità, e deve rispondere ad esigenze tecniche ed estetiche: la larghezza delle fughe viene stabilita in base alla tipologia e alle dimensioni della piastrella, al suo coefficiente di dilatazione termica, alle tolleranze dimensionali ma anche alle sollecitazioni a cui sarà sottoposta, che possono variare in base alle destinazioni d’uso.

Saint-Gobain Italia offre una gamma di stucchi ad elevate prestazioni, pensati per adattarsi ad ogni esigenza:

  • webercolor premium: stucco decorativo cementizio di nuova generazione con trattamento antibatterico Protect3, ottenuto grazie all’utilizzo di ioni d’argento. Dotato di proprietà anti macchia e anti muffa e caratterizzato da resistenza all’usura e agli agenti atmosferici;
  • webercolor basic: stucco caratterizzato da una grana molto fine e un’ottima resistenza all’usura e agli agenti atmosferici, perfetto per ambienti di tipo residenziale;
  • webercolor basic XL: stucco caratterizzato da una grana media, basso ritiro ed elevata resistenza all’abrasione ideale in caso di posa di pietre naturali, cotto e listelli facciavista;
  • weberepox easy: stucco decorativo epossidico perfetto nei casi in cui è richiesta una forte resistenza ai detergenti chimici utilizzati in ambienti quali ospedali, cucine industriali, laboratori ma anche nel caso di applicazione in piscina o centri benessere. Inoltre, rappresenta la soluzione migliore in caso di stuccatura del mosaico vetroso.

Anche la gestione dei giunti di dilatazione necessita di particolare attenzione in fase progettuale, a partire dalla scelta di un materiale idoneo, compatibile con la destinazione d’uso della pavimentazione. Saint-Gobain offre alcune soluzioni che si adattano a esigenze differenti:

  • webercolor silicone: prodotto a reticolazione neutra, inodore e a bassissime emissioni VOC, idoneo per realizzare sigillature permanentemente elastiche nei giunti di pavimentazioni (residenziali o commerciali) in gres ceramico o marmo, sia in interno sia in esterno;
  • webercolor HS adesivo sigillante elastico di ultima generazione: prodotto a base di polimeri silano modificati che sigilla e incolla ad alta resistenza qualsiasi tipo di materiale, tra cui superfici smaltate, pannelli isolanti e fonoassorbenti; è l’ideale per la sigillatura di giunti in pavimentazioni di tipo industriale.

Interni ispirati alla natura: spunti di design organico

design organico

Nel mondo del design d’interni, il trend del design organico sta guadagnando sempre più terreno, portando una ventata di freschezza e armonia nelle case di tutto il mondo. Questa tendenza, ispirata alla natura e alle forme organiche, trasforma gli spazi in oasi di tranquillità e benessere: il design organico, infatti, non è solo un trend passeggero ma rappresenta una filosofia duratura. Le sue radici, che affondano nella necessità di mantenere una connessione con la natura e di creare armonia visiva, lo rendono attraente per chi cerca un ambiente che favorisca il benessere e la serenità.

Design organico: alla ricerca dell’armonia naturale

Il design organico è un approccio al design d’interni che si ispira alla natura e alle sue forme, colori e materia. L’idea principale è infatti quella di creare un ambiente che richiami la bellezza e l’armonia dei processi naturali, fornendo al contempo comfort e funzionalità. Le principali caratteristiche dell’organic design includono:

  • Forme fluide e curve: le linee rette e gli angoli netti lasciano spazio a forme fluide e curve che richiamano le forme naturali, come le foglie, le rocce scavate dagli agenti atmosferici, le onde del mare. Queste curve possono essere integrate nell’architettura degli spazi, nei mobili e negli elementi decorativi. Le pareti curve in cartongesso, ad esempio, sono sempre più richieste e realizzate nei progetti di ristrutturazione degli interni di case e altri ambienti.
  • Materiali naturali: la scelta dei materiali è essenziale nel design organico. Legno, pietra, vetro e tessuti naturali come il lino e il cotone sono spesso utilizzati per creare una connessione con la natura.
  • Illuminazione calda: l’illuminazione di una casa svolge un ruolo cruciale per renderla accogliente e confortevole. Le lampade con luce calda, infatti, creano un’atmosfera invitante e rilassante, che somiglia alla luce naturale.

palette design organico

Le palette colori per una casa ispirata alla natura

La scelta dei colori delle pareti e degli elementi d’arredo è un elemento cruciale nel design organico, in quanto contribuisce a creare un’atmosfera che richiama la natura e promuove il benessere, anche con un semplice colpo d’occhio.

I colori più utilizzati per le pareti di casa nelle palette del design organico sono:

  • le tonalità neutre, come il beige e il grigio. Questi colori forniscono una base neutra e versatile su cui è possibile aggiungere tocchi di colore ispirati a specifici elementi naturali;
  • il verde, sicuramente uno dei colori più emblematici del design organico poiché richiama direttamente la natura, le piante, i prati… Può variare dalle tonalità chiare e fresche del verde menta alle tonalità più profonde e ricche del verde foresta;
  • i colori terrosi come il marrone, il terracotta, l’ocra e i rossi caldi, sono spesso utilizzati nel design organico. Queste tonalità ricordano la terra, il legno e le rocce e permettono di creare un’atmosfera avvolgente e rassicurante;
  • le sfumature di azzurro e di blu, che richiamano l’acqua e il cielo, perfette per le stanze in cui si cerca una sensazione di calma e relax;
  • il bianco, spesso è utilizzato come colore principale, in quanto associato alla purezza, alla luce e alla semplicità. Il bianco crea spazi ariosi e luminosi, ideali per promuovere una sensazione di calma.

Nel design ispirato alla natura, inoltre, le pareti di colore neutro vengono spesso affiancate ad accenni di colore acceso: un soggiorno tinteggiato di bianco può essere caratterizzato da una parete verde foresta, una cucina con le pareti beige si può affiancare ad elementi terracotta, un bagno può diventare accogliente e rilassante grazie all’accostamento di grigio roccia e azzurro mare.

Le idropitture Weber: i colori migliori per uno stile organico

Scegliere prodotti di qualità è fondamentale per avere ambienti interni confortevoli e sicuri. La linea di idropitture per interni weberpaint di Saint-Gobain Italia offre numerosi prodotti di alta qualità sia per professionisti sia per appassionati di fai da te. I prodotti weberpaint sono versatili, facili da usare e tinteggiabili in oltre 1950 colori tramite il sistema tintometrico webercolorlook, che permette di trovare l’esatta tonalità che si sta cercando.

La linea weberpaint offre nuovi prodotti per interni pensate per finiture diverse per tipologia e ambiti di impiego:

  • weberpaint gypsum: idropittura per interni specifica per cartongesso ad adesione diretta, ottimo ancoraggio e adesione al cartongesso anche senza l’applicazione del fissativo.
  • weberpaint cover plus: idropittura per interni professionale, caratterizzata da alto potere coprente e ottima permeabilità al vapore acqueo. Permette di ottenere finiture uniformi molto opache; inoltre, l’elevato punto di bianco conferisce luminosità agli ambienti.
  • weberpaint defence: idropittura traspirante ad elevata copertura resistente all’aggressione di muffe e funghi. Ideale per ambienti con elevata umidità dell’aria e predisposti alla formazione di muffe in quanto dotata di additivi specifici ad ampio spettro che agiscono in prevenzione.

Come ripristinare il cappotto esterno di un edificio

ripristino cappotto esterno

Il cappotto esterno, noto anche come sistema di isolamento termico a cappotto (ETICS), è una soluzione ampiamente utilizzata per migliorare l’efficienza energetica degli edifici, riducendo la dispersione di calore verso l’esterno durante il periodo invernale e la trasmissione del calore verso l’interno nel periodo estivo.

Le fasi di ripristino del cappotto esterno

Un intervento efficace e durevole deve prevedere:

  • la scelta di un sistema affidabile, composto da prodotti certificati e testati;
  • una progettazione oculata;
  • una posa basata sulla norma UNI/TR 11715 grazie ad installatori specializzati.

Se uno di questi requisiti non viene rispettato è possibile incorrere in problematiche e danni al cappotto esterno già dopo pochi mesi dalla posa, al primo cambio di stagione.

Crepe, cavillature e danni alla rasatura esterna rendono necessario un intervento di ripristino del cappotto esterno, per avere un sistema nuovamente efficiente.

Manutenzione e analisi dello stato del cappotto esterno

Il cappotto esterno è un elemento essenziale per mantenere un ambiente interno confortevole e ridurre i consumi energetici e la sua manutenzione è fondamentale affinché durata ed efficienza di esso si mantengano correttamente nel tempo.

Spesso si pensa, erroneamente, che la posa di un cappotto su un edificio sia un intervento definitivo che non necessiti di particolari accortezze. Invece, la manutenzione dei sistemi a cappotto, così come accade per quella di tutte le altre superfici che fungono da involucro, deve prevedere ispezioni programmate, regolari e costanti, in grado di valutare lo stato del cappotto e, se necessario, di intervenire in modo tempestivo, così da evitare spese di riparazione elevate.

Gli aspetti da monitorare durante le analisi visive riguardano rasatura e finitura:

  • presenza di crepe;
  • rotture, rigonfiamenti, distacchi o altri tipi di danno;
  • tenuta delle connessioni e dei giunti di dilatazione;
  • tenuta all’acqua e pulizia di davanzali, balconi e componenti sporgenti;
  • contaminazione da alghe e funghi.

Le prime analisi visive del cappotto permettono di verificare il comportamento del sistema con il susseguirsi delle stagioni: il primo intervento deve essere programmato già a 4-6 mesi dalla posa, poi a 1 anno dalla chiusura dei lavori, poi ogni 2-3 anni. Le ispezioni successive possono variare a seconda delle caratteristiche dell’edificio, dall’ubicazione, dalla tipologia di materiale utilizzato, dalla natura del rivestimento e dall’intensità del colore scelto.

Tipologie di danno al cappotto esterno

Le analisi periodiche dello stato del sistema d’isolamento a cappotto permettono di rilevare eventuali danni e di comprendere, sulla base della loro entità, quale tipo di intervento di ripristino del cappotto termico è necessario prevedere.

I danni al cappotto possono essere così classificati, in base all’entità:

  • Degrado estetico: dovuto alla proliferazione di muffe, allo scolorimento o alla presenza di microcavillature;
  • Danni di lieve entità: dovuti a scarsa planarità delle superfici, alla presenza di cavillature superficiali superiori a 0,2 mm o all’evidenza della pannellatura in facciata per scarso spessore dello strato di rasatura;
  • Danni di media entità: dovuti a distacchi della rasatura, a rigonfiamenti evidenti o a fessurazioni e crepe di ampiezza superiore a 1 mm;
  • Danni di grave entità: dovuti all’impatto di grandine o a urti accidentali, a crepe o lesioni di un’ampiezza superiore a 2 mm; distacchi dei pannelli o errori gravi di posa in opera e progettazione, che non possono risolversi con interventi di ripristino superficiale.

ripristino cappotto termico

Le soluzioni per il ripristino del cappotto termico

A seconda della tipologia di danno, è necessario stabilire il corretto intervento di recupero e ripristino del cappotto esterno. Gli interventi più frequenti di recupero e manutenzione sono legati a danni non gravi e prevedono il risanamento di piccole crepe e cavillature, grazie all’utilizzo di rasanti specifici per il ripristino del cappotto termico che consentono di riempire le crepe e di ripristinare la superficie danneggiata in modo uniforme ed esteticamente gradevole; oppure il ripristino della rasatura del cappotto, previa rimozione della rasatura danneggiata.

Per interventi di ripristino del cappotto esterno, anche di media e grave entità, è possibile affidarsi a Saint-Gobain Italia, leader nell’industria delle soluzioni per l’edilizia, che offre soluzioni appositamente progettate per affrontare specificamente i problemi legati al cappotto termico. webertherm renovETICS, infatti, è il sistema senza rimozione, pensato da Saint-Gobain per il ripristino del cappotto. Un sistema certificato e affidabile, che permette di abbattere i costi di rimozione del cappotto danneggiato, e disponibile in due versioni, per adattarsi a tutte le esigenze:

webertherm renovETICS light: una variante leggera, ideale per il ripristino di facciate esterne senza aumentare significativamente il peso complessivo dell’edificio; un sistema con intonaco termoisolante alleggerito con microsfere di EPS webertherm x-light042 e rasante webertherm AP60 TOP;

webertherm renovETICS into: un sistema completo per il ripristino del cappotto termico, in grado di conferire alle superfici su cui è applicato la solidità e la resistenza delle facciate intonacate in modo tradizionale grazie all’applicazione di intonaco fibrato e idrofugato webertherm into e rasante webertherm into finitura.