Ad ogni casa la sua storia. I vincoli per restaurare in centro storico.

Secondo un’indagine ISTAT di qualche anno fa, i centri storici italiani di varia origine sono ben 22.000! Questo dato fa subito capire quanto il restauro di una casa sia legato a vincoli conservativi.

Ma cosa significa avere un edificio vincolato? Esistono vari tipi di vincoli: paesaggistico, storico, culturale, ecc. Gli edifici notificati dalla Soprintendenza territoriale sono quelli per cui si è palesato un particolare interesse architettonico da mantenere.

restauro casa

Che cosa comporta il restauro di una casa con tale vincolo?

La prima cosa da fare è affidarsi ad un architetto competente, che possa analizzare il contesto urbano e legislativo in cui l’immobile si trova. Dopodiché procedere con un progetto di restauro della casa che dovrà obbligatoriamente essere sottoposto alla Soprintendenza. Se gli interventi di ristrutturazione previsti sono in linea con la struttura e non prevedono modifiche che possano in qualche modo deturpare il bene in maniera significativa, allora si otterrà probabilmente il nullaosta. Se invece il progetto rischia di inficiare l’interesse artistico e culturale dell’edificio e dei centri storici, l’iter approvatorio potrebbe essere molto più lungo e complesso.

Prima di procedere al restauro della casa, il consiglio è affidarsi sempre a tecnici competenti del settore. Infatti, solo questi ultimi sono in grado di consigliare le migliori soluzioni e i prodotti più performanti sul mercato. Così saranno avallati più facilmente in fase di presentazione dall’ente approvatore.

Per questo è opportuno utilizzare prodotti già approvati e comprovati dalle varie Soprintendenze d’Italia, che abbiano storicità e certificazioni nel campo del restauro conservativo. Ad esempio, la gamma webercalce, composta da sistemi alla calce idraulica naturale specifici per il recupero e la conservazione di edifici nei centri storici. La gamma prevede malte, intonaci, rasanti e finiture esenti completamente da cemento. Poi potrai procedere al restauro della casa per consolidamento strutturale, un recupero corticale di una facciata esterna oppure la finitura tradizionale a calce in un ambiente interno.

Saint-Gobain in Italia per la ricerca sul Covid-19

Agire oggi per mitigare i rischi domani

Ora che si sta uscendo gradualmente dalla fase dell’emergenza sanitaria più drammatica, diviene della massima importanza individuare e mettere a punto il più rapidamente possibile interventi strutturali contro il Coronavirus.

Saint-Gobain, leader mondiale dell’edilizia sostenibile, presente in Italia da oltre 130 anni, ha deciso di sostenere, insieme a Fondazione Sodalitas, di cui è socio, e ad altre quattro aziende associate, il progetto di ricerca “Covid-19: oltre l’emergenza”, che si propone di offrire al Sistema Sanitario Nazionale le risposte di volta in volta più efficaci per debellare i nuovi focolai Covid-19 che ci potranno colpire nel prossimo futuro. Il progetto è stato definito insieme al Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche “Luigi Sacco” dell’Università degli Studi di Milano, universalmente riconosciuto come punto d’eccellenza nella lotta al Coronavirus, diretto dal Professor Massimo Galli.

La prima parte del progetto sarà dedicata ad eseguire la tracciatura epidemiologica molecolare del Covid-19 con l’obiettivo di studiarne il patrimonio genetico per ricostruire l’origine dell’epidemia, definirne l’andamento e le traiettorie di dispersione nel territorio del Nord Italia. Ciò avverrà attraverso la mappatura molecolare del virus stesso, isolando e sequenziando ceppi ottenuti da pazienti ricoverati nelle strutture ospedaliere e la successiva ricostruzione dell’albero filogenetico e filogeografico per evidenziare i percorsi dell’epidemia.

La seconda parte sarà quindi rivolta a mettere a punto le possibili risposte farmacologiche basate su una serie di composti antivirali e a testarne direttamente l’efficacia in vitro.

L’obiettivo finale è avere una conoscenza più approfondita del virus e tentare di avere pronte le risposte farmacologiche in caso di nuovi futuri focolai. E’ di fondamentale importanza non farsi trovare impreparati di fronte ad una nuova possibile ripresa epidemica del Covid-19, e costruire risposte efficaci e sostenibili in una prospettiva di lungo termine.

In linea con la sua mission di progettare, produrre e distribuire materiali e soluzioni per il benessere di ciascuno di noi e il futuro di tutti, da sempre Saint Gobain si impegna per dare un positivo contributo in ambito sociale.

Diversi i progetti realizzati in questi anni in tutto il mondo, anche grazie alla Fondazione Saint-Gobain Initiatives, che fin dalla sua nascita nel 2008, ha potuto contare sull’impegno degli stessi dipendenti ed ex dipendenti in pensione chiamati a proporre, promuovere e sostenere progetti di solidarietà.

E proprio in virtù di questo spirito di solidarietà e responsabilità sociale, non sono mancati piccoli e grandi gesti per aiutare chi in questo particolare momento storico è stato maggiormente colpito. Sin dalle prime settimane, i team di Saint-Gobain si sono impegnati per aiutare il personale medico, i clienti, i dipendenti e le loro famiglie.

Tra le tante iniziative, Francia e Brasile, seguiti da Germania, Regno Unito, Polonia, Spagna e Nord America, hanno adattato le proprie capacità produttive per realizzare mascherine, scudi facciali, vestiario e piccole componenti di apparecchiature mediche, ove possibile anche grazie alla tecnologia della stampa 3D. In molti Paesi sono state donate le scorte di DPI alle autorità sanitarie regionali o agli ospedali locali, e sono state organizzate da parte dei dipendenti delle collette per supportare le strutture sanitarie.

Scovata la causa, la soluzione è vicina. Cosa fare per riparare le crepe nei muri.

Partire da un’accurata analisi di ciò che ha generato le crepe nei muri consentirà di adottare la migliore soluzione per eliminarle. Con un occhio di riguardo anche al rapporto qualità/prezzo che tale intervento comporta.

Quali potrebbero essere le cause delle crepe nei muri all’interno di una casa?

La causa principale delle crepe nei muri, riscontrabile soprattutto in corrispondenza delle giunzioni tra muri perpendicolari, potrebbe essere l’assestamento strutturale del singolo elemento. Oppure, nel caso di nuova costruzione, l’assestamento generalizzato dell’edificio.

Nella maggior parte dei casi, sono gli elementi di finitura, come gli intonaci e le rasature, a risentire di questi movimenti, che non sono dannosi dal punto di vista funzionale e statico dell’edificio.

crepe nei muri

Come risolvere il problema?

C’è da premettere che nel caso di micro crepe nei muri sullo strato superficiale è possibile ripristinare direttamente la superficie con un primer riempitivo. Ad esempio weberprim fondo granello, applicato a rullo in 2 mani, stendendo successivamente la pittura.

Nel caso di cavillature più importanti, sarà necessario predisporre un ciclo di rasatura a 2 mani con interposta rete in fibra di vetro. In questo caso, la gamma webercem di Saint-Gobain Italia offre diversi prodotti. Tra questi, webercem RS350 garantisce un’ottima adesione anche su intonaci stagionati e applicabile anche a macchina. Prima di applicarlo occorre pulire accuratamente il supporto e renderlo omogeneo, resistente e coeso, privo di parti instabili o sfarinanti. Dopodiché si inumidisce la superficie, quindi si procede con la prima mano di rasatura con spatola metallica, inserendo all’interno una rete come precedentemente suggerito. La rifinitura avviene con frattazzo di spugna inumidita con acqua se necessario, per ottenere una superficie priva di giunti e sormonti.

La pittura è il passo successivo per portare a termine il lavoro di chiusura delle crepe nei muri, rifinire e dare nuova veste estetica all’ambiente. È consigliabile utilizzare un prodotto molto coprente come weberdeko extra, un’idropittura traspirante lavabile per interni, dall’aspetto vellutato, con un elevato punto di bianco.

Invece, se si interviene su crepe nei muri in esterno, si consiglia l’utilizzo del prodotto webercem RA30 start da utilizzare nelle stesse modalità. Infine, per la finitura si consiglia una pittura della gamma webercote.

Casa da rifare? Il nuovo look parte dal pavimento.

Cambiare il pavimento è tra le soluzioni più efficaci per dare alla nostra casa un aspetto completamente nuovo. Ad esempio, si può scegliere di adottare soluzioni di design ed innovative come l’utilizzo di pavimento in gres porcellanato, che per-mettano la creazione di spazi continui molto belli e facili da manutenere.
Due le soluzioni: rimuovere completamente il vecchio pavimento oppure sovrap-porne uno nuovo (a secco oppure con collante specifico). A volte si tratta di una reale necessità poiché quello esistente è molto rovinato. Oppure di un semplice desiderio di ammodernare lo stile dei nostri ambienti forse troppo datato con mate-riali efficienti come il pavimento in gres porcellanato.

Pavimento in gres porcellanato, come avviene la posa

Il materiale comunemente utilizzato è il pavimento in gres porcellanato. Questo perché permette un’infinita scelta di texture, dimensioni e spessori in funzione delle esigenze o dei gusti personali. Tuttavia, la posa dei grandi formati non è così semplice e scontata. Infatti, sono necessarie apposite strumentazioni e conoscenze specifiche di incollaggio secondo le vigenti prescrizioni tecniche.

pavimento gres porcellanato

Cosa si intende per piastrella di grande formato?

La norma Uni 11493-1 del 2016 definisce di grande formato le piastrelle con un lato di lunghezza superiore a 60 centimetri, come le piastrelle del pavimento in gres porcellanato. La norma contiene anche le linee guida per la posa di ceramica “Piastrellature ceramiche a pavimento e a parete. Istruzioni per la progettazione, l’installazione e la manutenzione”. Infatti, sono presenti sul mercato piastrelle che superano i 3 metri di lunghezza e possiedono spessori ridottissimi: da 3 a 6 millimetri.

Quali sono le tecniche di posa e i collanti da utilizzare?

Quali sono le tecniche di posa e i collanti da utilizzare? Le piastrelle come quelle del pavimento in gres porcellanato, proprio in relazione alle loro dimensioni, esigono un sottofondo perfettamente planare e privo di irregolarità. Pertanto il consiglio è utilizzare il livellante weberfloor Zero30 (per spessori da 0 a 3 cm), in caso sia di ristrutturazioni sia di nuove costruzioni.

Inoltre, occorre prestare attenzione all’adesivo, da applicare con doppia spalmatura, sia sul sottofondo sia sul retro della lastra. Così da evitare vuoti al di sotto della superficie del materiale e creare l’effetto ventosa una volta posata la piastrella sul supporto. Contemporaneamente, la lastra ceramica deve essere compressa manualmente o con una piastra meccanica vibrante per assicurare il massimo contatto lastra-adesivo-supporto. Per la posa dei grandi formati, come stabilisce la norma, occorre impiegare un adesivo deformabile. Quindi, è necessario utilizzare un materiale come la nuova colla ad alte prestazioni webercol UltraGres 400. Infatti, questo prodotto garantisce altissime prestazioni tecniche ed un elevato comfort applicativo nella stesura di piastrelle come un pavimento in gres porcellanato, da parte dell’applicatore specialista.

Al frontalino del tuo balcone serve un impermeabile. Scopri le soluzioni contro le infiltrazioni.

Il distacco corticale del frontalino del balcone e i fenomeni di infiltrazione sono sicuramente problemi che affliggono l’80% dei nostri balconi di casa. Tuttavia, indagando a fondo, si scopre che il primo è diretta conseguenza del secondo. Scopriamo le possibili modalità di intervento.

Le soluzioni Weber contro il distacco del frontalino del balcone

Esistono diverse soluzioni. Dalla più invasiva, con rimozione totale della pavimentazione fino ad arrivare alla parte strutturale; ripristino delle pendenze; rifacimento ex novo dell’impermeabilizzazione e delle ceramiche. Alla più leggera, con l’utilizzo di resine trasparenti, come ad esempio weberdry pur trans, da applicare direttamente sopra la pavimentazione esistente. Quest’ultima opzione è sicuramente un’ottima soluzione per il distacco del frontalino del balcone, ma risulterà temporanea soprattutto nel caso di passaggio frequente sulla superficie interessata.

Una terza via

Tra questi interventi si colloca anche una terza possibilità. Però, quest’ultima è attuabile solo nel caso in cui gli spessori delle soglie di ingresso o dell’ultimo scalino di eventuali scale lo consentano. Infatti, in questo caso è possibile utilizzare l’impermeabilizzante monocomponente weberdry elasto1 top. Prima dell’utilizzo, il prodotto deve essere diluito in acqua da dosare in base all’attrezzo utilizzato (rullo, pennello o spatola). Inoltre, si applica direttamente sopra la pavimentazione esistente, dopo averla preventivamente pulita a fondo e carteggiata. Occorrerà un trapano a basso numero di giri oppure è possibile anche miscelare a mano, in un recipiente sufficientemente capiente. Infine, la fibra di vetro, da inserire all’interno, permetterà una maggior resistenza e una prolungata durabilità dell’impermeabilizzazione.

Solitamente si applicano 2 mani, distanziate di circa 4 ore. Tuttavia, per piccoli interventi come quelli sul frontalino del balcone di un condominio, è possibile realizzare l’impermeabilizzazione con un solo strato di 2 mm di prodotto da applicare in una sola mano. Dopo almeno 24 ore può procedere con la posa della nuova pavimentazione con piastrelle ceramiche, utilizzando una colla ad alta deformabilità specifica come webercol Ultra Gres 400.

frontalino balcone

Come rinnovare definitivamente il balcone di casa

Effettuare l’intervento di ristrutturazione del frontalino del balcone è più facile di quanto non si possa credere. Innanzitutto, occorre rimuovere del tutto il vecchio pavimento, compresa l’eventuale impermeabilizzazione preesistente, fino ad arrivare al massetto. Dopodiché si procede ad una livellatura del sottofondo, prestando attenzione alle pendenze, con un livellante specifico come weberfloor Zero30. Successivamente si procede con il ciclo sopra descritto.

Però, come abbiamo visto, nel caso di infiltrazioni è molto probabile che siano presenti anche fenomeni di distacco corticale del frontalino del balcone. Per questo, una volta sistemata la parte sovrastante, si procede con il ripristino strutturale del frontalino del balcone.

I passaggi principali per ripristinare il frontalino del balcone

Per cominciare, bisogna rimuovere ogni parte “incoerente” o in via di distacco. In seguito, bisogna liberare completamente le armature ossidate, eliminando la ruggine dai ferri a mano con spazzola o tramite una macchina sabbiatrice. Infine, è necessario lavare accuratamente il supporto. Sui ferri esposti si applica webertec fer. Ad avvenuta presa, si applica con una cazzuola webertec ripararapido20, entrambe malte da ripristino del calcestruzzo. Poi, si danno una o più mani, fino alla ricostruzione totale della geometria e dei volumi mancanti.

È importante sottolineare che è possibile effettuare questo intervento anche nei mesi più freddi. Infatti, un prodotto rapido come webertec ripararapido20 garantisce una rapida presa e fa sì che il gelo non vada a modificare le sue prestazioni. Per la decorazione finale dell’opera di ripristino del frontalino del balcone, si consiglia l’utilizzo della pittura organica altamente protettiva webercote acrylcover L. Il prodotto è disponibile in tantissime colorazioni, da scegliere in base alle esigenze.

Pareti in cartongesso: mille forme e finiture per rinnovare con personalità.

Capita sempre più spesso di dovere rinnovare gli ambienti di casa con soluzioni flessibili e di rapida applicazione. Ad esempio, i divisori in cartongesso sono facili da progettare e da realizzare. Ma dopo avere creato la parete, il controsoffitto o la nicchia come rifinire facilmente le nuove superfici?

Vediamo insieme di seguito come fare in pochi semplici passaggi.

Di cosa ho bisogno per rifinire i nuovi divisori in cartongesso?

Per divisori in cartongesso si intendono tutte quelle strutture che non chiudono completamente due ambienti, come le classiche pareti. Infatti, con le loro misure, permettono di suddividere ambienti ampi e di arricchire l’estetica e l’ architettura dell’abitazione interna.

Innanzitutto, se temi di non essere in grado di realizzare dei buoni divisori in cartongesso, rivolgiti al tuo cartongessista di fiducia. Però, ricordati di chiedergli di utilizzare un sistema certificato Saint-Gobain Italia e di stuccare tutti i giunti come da manuale tecnico, grazie agli stucchi Gyproc EvoPlus. Sarà un’operazione fondamentale per evitare quelle spiacevoli linee di separazione tra una lastra e l’altra.
Guarda il video che spiega tutti i vantaggi di una stuccatura a regola d’arte!

Altra cosa importantissima da sapere, è la caratteristica della superficie dei divisori in cartongesso che può essere liscia o granulosa tipo intonaco, cosiddetta “civile”. Cosa cambia tra le due tipologie?

Le differenze tra finitura liscia e finitura civile

La finitura lisca permette un’applicazione diretta sulla superficie del cartongesso, senza l’impiego di primer. In questa situazione, è possibile utilizzare la pittura specifica per cartongesso weberdeko gypsum, a base acqua. Così, grazie all’impiego delle sole mani la superficie sarà perfetta.

Invece, nel caso di finitura civile, per raggiungere il risultato desiderato è necessario utilizzare un primer di fondo. Infatti, quest’ultimo conferisce alla superficie dei divisori in cartongesso l’aspetto “granuloso”. Quindi, in funzione del grado di assorbimento del supporto e dell’effetto estetico che si intende raggiungere, occorre applicare un prodotto come weberprim. Questo deve essere lasciato “maturare” da 6 a 12 ore prima dell’applicazione della colorata desiderata. Infine, grazie a Weber, ti sarà possibile scegliere tra le ben 292 colorazioni della gamma di pitture per interno weberdeko.

È un intervento facile e veloce e può essere anche una buona idea farlo da sé!